Il presidio
Ancora niente offerte per i “Trovatelli”
Il grande palazzo che si affaccia su Piazza dei Miracoli resta in vendita. E la situazione di degrado non trova una risposta
PISA. Il palazzo dei Trovatelli è quel grande edificio giallo che fa angolo tra via Santa Maria e piazza dell’Arcivescovado. Proprio di fronte alla Torre. Il Bar Duomo che ha ospitato l’incontro di “Caffè Tirreno” di lunedì scorso si trova al pianterreno del grande immobile. Un edificio di pregio in una situazione di degrado evidente. Avrebbe potuto essere un hotel di lusso, invece sono serviti sostegni per evitare che i calcinacci cadessero sui passanti.
Il palazzo ex Trovatelli è stato infine il Centro di documentazione dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Messo in vendita nel dicembre 2011 con una base d’asta di 24 milioni di euro, le attese iniziali sono andate deluse. Niente è cambiato anche quando il prezzo è sceso a 21,6 milioni per la seconda gara del maggio 2012. In entrambi i casi le aste sono andate deserte, tanto che nel settembre 2012 è stata indetta la trattativa privata.
Interessamenti e contatti non sono mancati, ma non si sono mai trasformati in offerte concrete. Anche di recente ci sono state richieste di sopralluogo per vedere l’edificio, senza però che cambiasse la sostanza. In qualche modo ci avevano provato i bancarellai di piazza Manin, che attraverso il Consorzio Pisa dei Miracoli avevano manifestato un certo interesse per farne la sede definitiva delle loro attività.
I Trovatelli compaiono ora nell’elenco di immobili che la Regione Toscana, comprendendo anche le proprietà delle aziende sanitarie, ripropone sul mercato tentando una nuova strada. Ad esempio, anziché una vendita, un’assegnazione in gestione. Per i Trovatelli, come per gli altri beni nella lista, è stata avviata un’azione di marketing più forte per provare a smuovere le acque. Per Pisa, oltre ai Trovatelli, l'elenco comprende il palazzo Battaglia e casa Cecconi e il complesso di via Roma 3, tutte sedi di uffici. Ci sono poi, per l’Aoup e l’Asl 5, il centro direzionale di via Zamenhof (palazzi A e B); e, per concludere, la divisione ortopedica dell’ex ospedale di Calambrone sul viale del Tirreno.
Diversamente dal passato (non è la prima volta che la Regione vende o prova a vendere immobili non più utili, sottoutilizzati o incapaci di generare reddito), l’amministrazione toscana ha deciso di verificare l’interesse del mercato o di altri enti. Prima dell’asta e senza obblighi per alcuna delle parti operatori privati e pubblici, cooperative di costruzione o gestione, fondazioni e istituti bancari o chiunque interessato, in Italia o all’estero può rispondere ad un avviso illustrando il proprio progetto. I Trovatelli cercano ancora una svolta. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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