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Trenitalia a diritto: chiuderà l’ufficio assistenza a Pisa
Viene usata dai viaggiatori in cerca di informazioni. Il motivo? Costa troppo I sindacati ottengono la momentanea sospensione del provvedimento
PISA. La proclamazione di uno sciopero riesce a congelare, ma non a respingere, il tentativo di chiusura dell'ufficio assistenza della stazione centrale di Pisa. Il costo troppo oneroso (che si aggira attorno agli 80.000 euro annui) dell'affitto versato ad una società dello stesso gruppo, Centostazioni, sarebbe alla base della drastica decisione di Trenitalia di sbarrare la porta a quella che è una delle sale più frequentate dello scalo ferroviario. Centinaia di fruitori quotidiani (in particolare pendolari e viaggiatori in cerca di informazioni, disabili e chi ha bisogno di assistenza per salire o scendere da un treno), a Trenitalia non sono bastati per evitare una manovra che sarebbe dovuta concretizzarsi ad inizio gennaio. L'immediata proclamazione di uno sciopero ha spinto la società a congelare la decisione e ad avviare una discussione con le parti sociali. Iniziata venerdì scorso con un incontro tra i responsabili regionali di Trenitalia e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Fast e Ugl, che ha portato alla temporanea sospensione della manovra. «È un passo importante - sottolinea Fulvio Cacace della Filt-Cgil di Pisa -, anche se la volontà dell'azienda rimane quella di arrivare ad una chiusura dell'ufficio». Continuando a fornire il servizio da uno sportello della biglietteria. Eventualità, quest'ultima, che provocherà non pochi disagi ai pendolari e soprattutto ai disabili che, in caso di chiusura della sala, potranno contare su un solo operatore (e non più due) e non avranno più un punto di riferimento e un luogo presidiato e dedicato. «Una scelta immotivata e improvvisa», secondo i sindacati «che pesa sugli utenti, sulla città e sui lavoratori». L'eventuale chiusura della sala assistenza potrebbe avere riflessi negativi anche sui livelli occupazionali, spingendo l'azienda a prevedere meno personale addetto alla stazione pisana. «La vertenza resta aperta (il prossimo incontro tra le parti è stato previsto per la fine di febbraio, ndr) e se necessario porteremo avanti anche la mobilitazione - prosegue Cacace -. Chiediamo il mantenimento del servizio e di quei locali e maggiori investimenti per una importante stazione come quella di Pisa». Che vanta oltre 6,5 milioni di viaggiatori annui (la seconda in Toscana), destinati ad aumentare dopo il completamento della Sesta Porta e del People Mover.
Pisa Centrale è inoltre punto di riferimento per le emergenze di assistenza ai viaggiatori per la tratta Roma-Genova, ma potrebbe vedere peggiorato il servizio di assistenza ai viaggiatori «con una scelta - concludono i sindacati - che ricadrà sui lavoratori, sui pendolari e sui disabili».
Danilo Renzullo
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