Il Tirreno

Pisa

giancarlo freggia (paim)

Posti di lavoro grazie ai profughi

In una pubblicità il rendiconto dell’attività contro i luoghi comuni

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PISA. Ha comprato una pagina pubblicitaria a livello regionale sul Tirreno per dire come la sua cooperativa spende i 33 euro che l’Unione europea gli conferisce per la gestione di ciascuno dei 120 profughi. Giancarlo Freggia, presidente di Paim, che ha sede a Cascina, ma che per l’attività di accoglienza “usa” appartamenti a Ponsacco, Pontedera, Fauglia e in Lucchesia, ha voluto titolare l’inserzione con un evidente “Brutti, sporchi e cattivi” con sottotitolo: «I 33 euro che ricadono sul territorio» per la sintesi di rendicontazione annuale della gestione dei profughi, tra cui anche la creazione di otto posti di lavoro.

Una risposta ai tanti luoghi comuni. «Il titolo è una provocazione - dice - perché qui tutti parlano della gestione dei profughi, buttandoci dentro anche gli immigrati che vendono abusivamente merce contraffatta. Ma a nessuno viene in mente che c’è distinzione tra i capannoni di Mafia Capitale riempiti di richiedenti asilo che vengono trattati senza dignità e cooperative come la nostra che gestiscono queste persone con la massima attenzione e distribuendo anche ricchezza alle attività della zona».

E per dimostrare questo aspetto nella pubblicità ha fatto la lista delle spese sostenute per un totale di 1.371.550 euro di entrate e 1.280.684 euro di uscite con 90.866 euro di risultato di esercizio, «che equivale a 2 euro al giorno dei 33 ricevuti, che verranno reinvestiti dalla cooperativa Paim per l’acquisto di arredi per i propri asili ed ausili per anziani ospitati nelle proprie strutture». Nell’elenco troviamo poco meno di 250mila euro per i consumi alimentari, quasi 24mila euro per l’acquisto di abbigliamento, 110mila euro derivanti dai 2,5 euro al giorno a persona consegnati direttamente ai profughi da personale addetto e 183.892 euro di affitti passivi per 14 appartamenti «corrisposti a privati cittadini, secondo il criterio di accoglienza diffusa». Un rendiconto che Freggia utilizza per provare a fugare «le numerose e imprecise informazioni sul tema della gestione dei profughi». E per chiarire che questi 33 euro al giorno non si possono utilizzare per gli italiani, come vorrebbero tanti politici e una fetta crescente d’italiani che si sfoga quotidianamente su Facebook, «perché esiste il fondo per i rifugiati della Comunità europea, per garantire loro vitto e alloggio, le cui risorse non possono essere dirottate su altri progetti». Soldi che, secondo il presidente di Paim, «ricadono poi sul territorio». Come nel caso degli otto nuovi posti di lavoro creati che hanno generato un costo pari a 191.770 euro (23.971 euro a testa). «Si tratta di mediatori culturali, assistenti socio-sanitari e psicologi - dice Freggia -. Personale necessario per assistere i profughi che gestiamo, tra cui un buon numero di minori non accompagnati. Un aspetto importante da cui si capisce la nostra attività. E che ho voluto testimoniare con una pagina pubblicitaria che spero abbia fatto capire questo delicato funzionamento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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