Il Tirreno

Pisa

E ora l’Arsenale pensa al futuro con nuove idee

di Danilo Renzullo
E ora l’Arsenale pensa al futuro con nuove idee

Festeggiati 35 anni: «Vogliamo creare uno spazio di studio e di ricerca sul cinema»

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"Il cinema è cultura e non commercio". È impresso su un piccolo adesivo attaccato su una delle bacheche che accompagna gli spettatori in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo fino al grande schermo che, ininterrottamente, proietta pezzi di storia del cinema italiano ed internazionale. Uno slogan che negli anni è diventato la forza dell'Arsenale, lo storico Cineclub che venerdì scorso ha festeggiato il suo 35esimo anno di attività. Ed il segreto è scritto proprio in quelle poche parole.

La sala di vicolo Scaramucci è l'unica in Italia a non essersi piegata alle trasformazioni commerciali del cinema e a non legarsi alla politica e alle sue ramificazioni. Destino invece toccato ai vecchi cinestudio delle grandi città italiane, diventanti emanazione di qualche ente pubblico. Una storia iniziata il 20 gennaio del 1982, quando un gruppo di una ventina di giovani uniti dalla passione per il cinema spalancò per la prima volta quello che negli anni è diventato un microcosmo culturale, sociale ed associativo.

Trentacinque anni raccontati attraverso le locandine, i programmi e le tessere del Cineclub dagli anni Ottanta fino ai nostri giorni e con una maratona cinematografica "inaugurata" da "Johnny Guitar", il primo film proiettato all'Arsenale, e proseguita con la proiezione dei grandi classici del muto, sonorizzati dal vivo dal pianista Andrea Pellegrini. Anziani, giovani e giovanissimi. Il foyer dell'Arsenale è diventato un concentrato di più generazioni che, una dopo l'altra, si sono idealmente passate quel testimone di cultura cinematografica che, nonostante le crisi e le difficoltà che nel tempo il Cineclub ha dovuto affrontare, continua a resistere. All'avanzata dei grandi multisale e alle continue trasformazioni del cinema. Più di mille persone, (tra i quali anche il sindaco Marco Filippeschi), e circa 300 nuovi soci (che hanno sottoscritto la tessera associativa in occasione della festa) hanno attraversato il Cineclub di vicolo Scaramucci e quello di via San Martino, dove da circa un mese è nato, in via sperimentale, Arsenale 2, una nuova sala da 50 posti. «Siamo molto soddisfatti per la grande partecipazione - commenta Alberto Gabbrielli, direttore e cofondatore dell'Arsenale -. È stata una bella festa e il miglior modo per celebrare i nostri primi 35 anni».

Come in ogni film, al ciak succedono però i titoli di coda. Ma anche un sequel per rinnovare quella trama che, seppur trasformata, conserva la sua anima. E se l'Arsenale ha archiviato i primi 35 anni di storia, è già al lavoro per pensare e programmare il suo futuro. Che riserverà una continuità con la sua classica, ma mai scontata, programmazione, ma anche nuovi spazi di cultura e ricerca che sorgeranno all'Arsenale 2, che chiuderà per qualche mese per rendere ancora più funzionale la sala.

«L'obiettivo - conclude Gabbrielli - è creare una biblioteca, una mediateca e una videoteca con spazi di studio e di ricerca aprendo un decentramento pisano della Mediateca regionale della Toscana Film Commission».

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