Il presidio
«Spostiamo il Comune nell’ex palazzo Telecom»
A lanciare l’idea è il deputato Paolo Fontanelli: «Così alcune parti del Gambacorti potrebbero essere riorganizzate per ospitare un museo sulla storia della città»
PISA. Da una parte le difficoltà nel vendere il palazzo ex Telecom. Dall’altra l’ipotesi di allargare ulteriormente l’offerta museale dei lungarni. Così si è accesa la lampadina: perché non spostare la sede comunale nell’ex Telecom di piazza Facchini e perché non trasformare Palazzo Gambacorti, almeno parzialmente, in un nuovo museo, se non proprio il museo della città? L’idea è stata lanciata dal deputato Paolo Fontanelli (Pd) attraverso il suo blog, confermando in questo modo di pensare sempre molto alla sua città. «Alcuni articoli - si legge sul blog - mi hanno sollecitato una riflessione sul tema dell’utilizzazione degli spazi in funzione di ampliamento dell’offerta turistica della città, al di là e al di fuori dei motivi polemici che intendevano provocare. Il sindaco Marco Filippeschi ha buttato sul tavolo l’idea non peregrina di una maggiore apertura alla fruizione turistica del Palazzo e della strutture della Scuola Normale Superiore in piazza dei Cavalieri. Il senso è appunto quello di incentivare una maggiore estensione e durata in città del flusso turistico sensibile alle motivazioni culturali». Fontanelli aggiunge: «Si tratta, a mio parere, di una idea simile a quella che ci spinse a concepire e progettare il percorso museale dei lungarni: muovere dal nuovo museo delle antiche navi agli Arsenali per integrare in una visione d’insieme Palazzo Reale, Museo San Matteo, Palazzo Lanfranchi, Palazzo Blu e Chiesa della Spina. E indicammo anche l’obiettivo di inserire il recupero del sopra delle Logge di Banchi in quel disegno pensando ad un ipotetico museo sulla storia della città».
Da qui l’idea dello “scambio”: «Ecco, leggere della ipotesi che il palazzo di proprietà del Comune ex Telecom, oggetto di vendita, può sfociare ancora una volta in una decadenza del bando per assenza di offerte, mi ha fatto pensare ad una possibilità che dovrebbe essere esplorata. Perché non ragionare sull’idea di utilizzare il palazzo ex Telecom per spostare lì gli uffici di Palazzo Gambacorti e dedicare almeno le parti storicamente e architettonicamente più importanti del palazzo comunale, anche insieme al rilancio del recupero dell’archivio storico sopra Banchi, alla fruizione turistica? Forse in quegli spazi si potrebbe immaginare in modo interessante il museo della storia della città. E forse su una tale ipotesi si potrebbe lavorare per raccogliere donazioni di beni e di collezioni chiaramente collegate alla storia di Pisa. I materiali per sostenere un simile progetto non mancano. E’ solo un’idea, ma che ne dite?».
Il dibattito, per chi vuole, è aperto e sicuramente interessante. Restano da capire alcuni aspetti. Il palazzo ex Telecom è nel piano vendite del Comune, come deciso dal consiglio. Giovedì prossimo scadono i termini del bando: andrà ancora una volta deserto?
Inoltre, dura da mesi, se non anni, il dialogo tra Comune e Agenzia del Demanio per il passaggio all’amministrazione della parte alta di Logge di Banchi, in uso all’Archivio di Stato. Quello ormai impostato da tempo, ma mai sbloccato, è uno scambio con fondi del Comune ad Ospedaletto. Una vecchia idea, sostenuta anche da Filippeschi, era di spostarci il consiglio comunale. Anche il circuito museale dei lungarni è una storia lunga mai giunta finora a compimento.
E non si dimentichino i piano già instradati dall’amministrazione comunale per la riorganizzazione degli spazi degli uffici. Detto che tutto Palazzo Gambacorti non può entrare nell’ex Telecom, un’altra ipotesi attale è quella di spostare gli “sportelli” alla Sesta Porta, anche quelli dell’anagrafe.
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