Il Tirreno

Pisa

Problemi di vista, lo screening si fa a scuola

Tremila alunni pisani dai tre ai sette anni saranno sottoposti a controllo ortottico gratuito

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PISA. Tremila alunni dai 3 ai 7 anni che frequentano le scuole del comune di Pisa verranno sottoposti, durante l'anno scolastico in corso, a uno screening ortottico gratuito. Il progetto, partito il 9 gennaio, terminerà con la fine dell'anno scolastico e permetterà di diagnosticare gli eventuali problemi della vista dei piccoli alunni e di intervenire per una loro soluzione. L'ultimo screening così esteso risale a circa 30 anni fa, quando però coinvolse tutte le scuole della Provincia. «Alcune patologie come l'ambliopia - ha spiegato Antonio Lepri oculista dell'Azienda Ospedaliera Universitaria e mente del progetto - sono curabili perfettamente se diagnosticate tra i 3 e i 7 anni di vita di un individuo, se non diagnosticata tempestivamente, invece, portano a danni irreversibili. Inoltre un bambino che vede bene, impara con più facilità. Talvolta patologie dell'occhio vengono confuse con disturbi dell'apprendimento e curate come tali».

La visita a cui gli alunni pisani saranno sottoposti durante il normale orario scolastico, e previo indispensabile consenso da parte dei genitori, è totalmente gratuito. Come ha sottolineato l'assessore comunale alle politiche socioeducative e scolastiche Marilù Chiofalo, questa campagna di screening è un'azione qualificata di prevenzione che verrà svolta a tappeto in tutte le scuole dell'infanzia e primarie, appartenenti agli istituti comprensivi Pisano, Gamerra, Fucini, Tongiorgi, Vincenzo Galilei, Fibonacci, Toniolo e Istituto parificato Santa Caterina.

I medici impegnati nello screening hanno assicurato che ai bambini non verrà somministrato nessun farmaco durante la visita che durerà circa 5 minuti per paziente. I quattro test che affronteranno i bambini consisteranno nel verificare quante figurine o lettere riusciranno a vedere singolarmente un occhio alla volta (esame dell'acuità visiva), nell'analizzargli i movimenti oculari mentre fissano un oggetto e il medico gli occlude alternativamente gli occhi (cover test), i bimbi poi guarderanno delle cartoline con delle figurine in rilievo da osservare e individuare (esame della stereopsi) e osserveranno numeri e stradine disegnate su tavole (test della percezione dei colori). Terminati i test ai bambini sarà rilasciata una scheda di valutazione con l'esito dell'esame da consegnare ai genitori. «Già durante le prime visite - ha detto la dottoressa ortottista Martina Lepri che eseguirà i test - abbiamo trovato alcuni alunni con dei problemi e invitato i genitori a contattare l'ambulatorio dell’Auop per fare ulteriori approfondimenti e iniziare le cure necessarie».

Valentina Villa

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