Il Tirreno

Pisa

Scatta l’allarme sicurezza “blindato” il municipio

di Mario Neri
Scatta l’allarme sicurezza “blindato” il municipio

Tra qualche giorno verranno allestite misure anti-intrusione al “Gambacorti” Cancellate e filtri: d’ora in poi si accederà ad aula e uffici solo con un pass

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PISA. Oggi è aperta perfino la scala dei matrimoni, di solito l’unico accesso chiuso al pubblico. Un’eccezione, se n’è appena celebrato uno. E per fortuna Fabiana, giovane trans residente in città, l’ha salita senza che lo strascico si impigliasse nella gabbia di sostegno dell’arcata. È forse uno degli ultimi giorni in cui queste sale, androni, pianerottoli antichi e fragili siano un territorio libero a tutti. Perché in fondo, sì, arrivare nelle stanze del consiglio comunale, sull'uscio dell’ufficio di un assessore, a un passo dagli affreschi con la conquiste pisane nella sala delle Baleari era diventato troppo facile, irrompere in una riunione un gioco da ragazzi, e pericoloso. Troppe assemblee cittadine infuocate, troppi consigli blindati con le camionette e i poliziotti in assetto antisommossa schierati in piazza XX Settembre. E gli ultimi anni costellati di casi limite: i tafferugli con i bancarellai, gli scontri con i comitati, gli antagonisti, assessori inseguiti e minacciati, senza contare l’allarme terrorismo. Per questo l’amministrazione di Marco Filippeschi ha deciso di blindare il Comune. Fra poco non ci sarà più portone, porta o androne che conduca ai piani superiori dei palazzi comunali a non essere chiuso per chiunque voglia visitarli. Gli accessi di dipendenti e semplici cittadini verranno filtrati: i primi dovranno strisciare un badge, i secondi consegnare un documento in entrata e recuperarlo all'uscita. Sia per partecipare al consiglio comunale che per recarsi negli uffici. L’ha messo nero su bianco la giunta in una delibera del 19 luglio scorso. «Ma ora il progetto è finanziato - conferma l’assessore Andrea Serfogli - I lavori di installazione dei sistemi di sicurezza dovrebbero partire fra quindici o venti giorni». Il piano sicurezza prevede due fasi. Costo totale: 120mila euro. Il primo lotto riguarderà il potenziamento dei sistemi tecnici. All’ingresso di Palazzo Gambacorti verrà installata una «porta elettrificata», cioè automatica, al posto del vecchio portone in legno. A gestirla sarà il servizio di portierato, che dovrà registrare e identificare chi entra. Non solo. Lo scalone di Palazzo Mosca, a cui si arriva passando dal lungarno o da un corridoio che si imbocca proprio dall'ingresso principale, sarà chiuso con una «cancellata», l’ascensore abilitato solo per i dipendenti. D’ora in poi, insomma, chi vorrà entrare nel palazzo comunale dovrà lasciare un documento alla porta e farsi consegnare un pass dimostrando di avere un appuntamento o un motivo per recarsi negli uffici. La regola varrà sempre, anche quando in municipio saranno convocati consigli comunali o commissioni. Motivo? Negli ultimi anni si «sono verificati episodi di grave criticità in materia di sicurezza negli accessi agli uffici comunali, alle sedi di giunta e consiglio - scrivono sindaco e assessori nella delibera - che hanno dato luogo a verbalizzazioni e rilievi delle forze dell’ordine e a osservazioni del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza, nonché ad esposti querela presentato da amministratori minacciati». Certo, nel novero c’è la bagarre scatenata dai bancarellai ad ottobre 2015; e ci sono i presidi tesi, a volte sfociati in scontri, con antagonisti, comitato di Sant’Ermete o i Prendo casa, come a novembre di due anni fa. Così, entro giugno, nella seconda fase di “blindatura”, verrà ampliata la guardiola dei portieri all’ingresso e installata una rete di videosorveglianza nei punti chiave dei palazzi. Una riorganizzazione di accessi e vigilanza - specifica la giunta nel documento - dettata da «precisi impegni assunti con prefettura e questura». Insomma, secondo le forze dell’ordine, non era più sopportabile schierare un cordone di difesa, soprattutto durante i consigli, simile a quello dispiegato per le manifestazioni a rischio.

«Un’idea della sicurezza discutibile - dicono i delegati sindacali dei Cobas - e intanto si abbandona a se stesso il servizio di portierato. Le postazioni attuali sono scomode, senza riscaldamento, manca perfino una cartina che indichi all’ utenza dove sono i vari uffici, si potrebbe prevedere che il portierato faccia anche visite guidate, invece niente, è tutto lasciato andare. Una strategia per dare il via a nuove esternalizzazioni». «Tutti i servizi dell’anagrafe e dello Stato civile al piano terra - assicura Serfogli - avranno un accesso indipendente e senza la necessità di filtri. Ma un accesso controllato è ormai diffuso in tutti i municipi». Non proprio tutti, ma almeno la metà dei capoluoghi toscani è così: nei palazzi comunali si entra solo con un appuntamento e facendosi registrare all’ingresso. Lo fanno ad Arezzo, Prato e da luglio a Livorno, l’unico dove però i “filtri” sono attivi anche per il consiglio. Libero l’accesso negli altri municipi, da Massa a Pistoia, da Lucca a Carrara. Porte aperte anche a Palazzo Vecchio, anche se molti di questi hanno accessi presidiati dai vigili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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