Il Tirreno

Pisa

Video pedopornografici nei pc di un professionista

L’uomo è sotto processo per violenza sessuale sulla figlia di una coppia di amici Trovati 140 file, oltre la metà sono con bambine e adulti in situazioni hard

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PISA. Quasi 140 file video scaricati. Una buona metà di genere pornografico, il resto dei filmati con minorenni protagoniste di scene di sesso.

È stato il giorno della testimonianza del consulente dell’accusa, un perito informatico, nel processo a carico di un professionista 63enne di Ponsacco, a giudizio per violenza sessuale ai danni di una minore di 14 anni e detenzione di materiale pedopornografico.

La prima accusa, presentata dai genitori della ragazzina, ha creato le condizioni per arrivare alla seconda contestazione.

In occasione delle perquisizioni nello studio del professionista e nel suo domicilio, la polizia trovò su otto dispositivi - ma non sui telefonini - i circa 140 video. Durata variabile dai 2 ai 20 minuti.

E poi c’erano le videochat con minorenni, stando alla consulenza dell’accusa, in aula il pm Flavia Alemi, di cui era rimasta traccia nell’hard disk sia del computer fisso che nel notebook personale del 63enne. Oltre che nelle pennette Usb.

Una galleria di immagini e video dove l’inclinazione dell’imputato per l’hard, stando alla Procura, sconfinava spesso e volentieri nel proibito con la visione di filmati dove si esibivano minorenni riprese a fare sesso con adulti. Citate anche altre chat con semplici collegamenti e conversazioni dell’uomo con bambine della sua zona di residenza.

«Sono videochat con server all’estero, di solito in Russia – ha chiarito il consulente –. Si vedono ragazzine minorenni che si spogliano, mimano atti sessuali e in alcuni casi consumano rapporti con adulti».

La denuncia risale alla fine del marzo 2014. Qualche giorno dopo il professionista cancellò i file scaricati, soprattutto attraverso il software eMule, utilizzato per condividere contenuti, anche leciti.

Un comportamento che per l’accusa era indice della volontà di nascondere qualcosa che l’imputato, difeso dall’avvocato Rolando Rossi, sapeva essere illegale.

Ad accusarlo di averla palpeggiata è una ragazzina all’epoca del fatti iscritta alle elementari e residente a poca distanza dalla casa del professionista, amico dei genitori (ne omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte lesa, assistita dall’avvocato Ilaria Cozzi).

Si conoscevano perché la bimba seguiva i genitori in locali da ballo dove era presente anche il professionista.

Davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Murano, a latere Mirani e Poggi) sono comparsi anche una psicologa e il consulente della difesa.

Pacifica la visione di siti porno, ma è stato spiegato che può capitare quando si scaricano file “legali” che il sistema faccia comparire anche quelli illegali. Insomma, quei video pedopornografici sarebbero apparsi senza la volontà dell’imputato che li avrebbe poi cancellati senza averli scaricati di sua iniziativa. Rimanendo, però, nella memoria dei computer.

Prossima udienza il 23 gennaio per sentire le maestre, indicate dalla parte civile. Poi altre udienze a maggio e giugno con l’imputato e i suoi testi a difesa.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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