Il Tirreno

Pisa

«La Normale aperta è una bella idea ma chi sostiene i costi?»

di Carlo Venturini
«La Normale aperta è una bella idea ma chi sostiene i costi?»

La replica al sindaco: chi deve contribuire lo fa in modo inferiore al passato. E già si accolgono 4mila visitatori

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PISA. La Scuola Normale accetta l'invito del sindaco Marco Filippeschi ad aprirsi ai turisti ma lo fa con "riserva" visto che già ospita 4mila visitatori annui. Stessa cosa dicasi per l'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano che è proprietario del Palazzo del Consiglio dei 12.

L'idea di Filippeschi è di portare più visitatori dalla Torre al centro storico favorendo l'apertura dei palazzi di piazza dei Cavalieri. «Chi paga per la sorveglianza? Chi paga per gli eventuali danni alle opere d'arte? Chi paga il personale in più necessario per le visite?», chiede Vincenzo Barone, direttore della Normale. Già durante le fasi della sua candidatura, Barone si era dimostrato molto disponibile a una Normale che scende in piazza o si apre alla piazza. Ma c'è modo e modo, e misura e misura. «Fare entrare migliaia di turisti nelle sale degli Stemmi o in quella Azzurra o nelle nostra splendida biblioteca sarebbe come pretendere che ciò avvenisse nel rettorato dell'Università». Provocazioni a parte, Barone precisa che la Normale non è un ente museale dotato di sistemi di videosorveglianza ad hoc o di personale preparato a gestire flussi ingenti di visitatori. Inoltre, la Scuola Normale è già aperta a chi ne è interessato. «Non dimentichiamoci che già adesso la Normale è visitabile, su prenotazione, organizzando il servizio in base alla disponibilità delle sale – dice – Oltre 1.500 persone entrano ogni anno dentro il Palazzo della Carovana per conoscere la storia del Palazzo e della Normale, e un migliaio sono i visitatori del Cave3D sempre al Palazzo della Carovana. A tutti garantiamo un tour in italiano o in inglese. Se ci aggiungiamo lo spazio museale della Torre del Conte Ugolino, anch'esso gestito da noi, possiamo contare 4mila e oltre visite all'anno: non sono numeri da poco per una attività che svolgiamo totalmente a titolo gratuito e con il personale interno».

Scrivendo a eventiculturali@sns.it, si potrà godere di opere di artisti quali Mimmo Paladino, Marco Bagnoli, Nicola Fabriani e Mauro Staccioli.

Il tutto grazie ad un accordo con il Museo Pecci di Prato. Per ora queste attività di fruibilità selezionata non compromettono lo svolgimento delle lezioni, degli esami, dei seminari e convegni che si svolgono nella sale Azzurra e Stemmi, quelle deputate alle visite, perché il sistema delle prenotazioni consente di organizzare al meglio la cosa. «Non so se una apertura "museale" della Normale possa essere mai possibile, al momento sicuramente no in queste sale, ma in altri spazi perché no, a patto che qualcuno garantisca sorveglianza e copertura dei costi di gestione», spiega Barone.

Umberto Ascani, Gran maestro dell'Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, concorda con il sindaco su un'apertura più frequente del Palazzo dei Dodici ma «chi garantisce sorveglianza e vigilanza?», si domanda. Purtroppo, sostiene Ascani, i fondi sono sempre più scarsi: «La Provincia non contribuisce più, e stessa cosa dicasi per la Camera di Commercio, e per ben tre ministeri, così come l'Università ci paga un affitto troppo basso».

L'Ordine dà già le sue sale a titolo gratuito per la presentazione di libri o per iniziative a carattere culturale, e di più non sembra possa fare. «Gli unici che contribuiscono un po' in termini economici sono la Fondazione Pisa e il Comune ma purtroppo, venendo meno gli altri soggetti che sarebbero obbligati per legge a versare la loro parte economica, i nostri bilanci sono troppo magri per poter tenere il palazzo ancora più aperto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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