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Pd, Geofor e Provincia risiko di nomine per stoppare le faide
La renziana Ciampi verso la vicepresidenza provinciale I rossiani vogliono la guida dell’azienda dei rifiuti
PISA. «Il vicepresidente? Meglio un sindaco di un comune piccolo che possa impegnarsi a fondo anche in Provincia, poi vedremo se potrà prendere il mio posto a fine mandato». Marco Filippeschi lo chiede da tempo ai vertici del Pd. Chi ha potuto ascoltare le richieste del sindaco di Pisa, sa che per il suo ruolo da presidente della Provincia voleva un braccio destro che potesse essere operativo, e impegnarsi a fondo nel governo provinciale, magari con un occhio al dopo, che scatterà alla scadenza del mandato a primavera 2018.
Prima del 4 dicembre sembrava tutto chiaro, poi la disfatta del referendum ha rimesso tutto in ballo. I dem si sono spaccati, sono cominciate le faide e le schermaglie in vista di una resa dei conti. Per questo l’accordo raggiunto fra renziani, rossiani e SinistraDem sulla designazione del numero due in Provincia sembra una prima pax in vista del congresso in programma a fine febbraio, quando il Pd eleggerà il successore di Alessio Lari. La scelta è caduta su Lucia Ciampi, sarà la sindaca di Calcinaia la vicepresidente provinciale, nonostante dalle urne per il rinnovo del consiglio la prima cittadina e insegnante delle Valdera non sia stata fra le più votate. Anzi, le 20 preferenze racimolate fra i consiglieri comunali di tutti i municipi pisani (per il voto ponderato pari a 3.782 cittadini) l’hanno fatta entrare nell’assemblea come settima eletta fra i Dem, una bocciatura per le truppe renziane. Dopo di lei, ottava, è arrivata Giamila Carli di Santa Luce, ma a bruciare di più è stata la mancata riconferma di Vittorio Gabbanini, il vicepresidente uscente. E i dati sembravano inequivocabili, il partito chiedeva un cambio di rotta. La nomina di Ciampi potrebbe essere il segno di una ricomposizione. Certo le truppe del governatore Enrico Rossi e quelle della sinistra del partito, che in questa tornata elettorale si sono affermate, eleggendo fra i primi il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, quelli di Ponsacco e Santa Croce Francesca Brogi e Giulia Deidda, pretenderanno un “corrispettivo” politico. Non lo sarebbe stato Sergio Di Maio, seppure sia stato il più votato. Il sindaco di San Giuliano avrebbe sbilanciato l’asse della Provincia sull’area pisana, lasciando sguarnite le istanze del resto del territorio. Così in questi giorni i Dem stanno discutendo anche della nomina del nuovo presidente di Geofor dopo le dimissioni di Paolo Marconcini. Alcuni dei nomi più chiacchierati sono quelli di due ex segretari provinciali: il primo, l’ex consigliere regionale rossiano Ivan Ferrucci, il secondo il fontanelliano Francesco Nocchi. «Oh, è da una vita che non sento un giornalista - scherza Ferrucci - Comunque no, non sono stato contattato da nessuno. Io non ne so nulla». Si dice ignaro anche il gelliano Massimiliano Sonetti, che in fondo di ambiente si è occupato da amministratore a Pontedera: «Ma, non mi risulta..». Sarebbe già decisa la presidenza dell’Unione della Valdera. Lì il Pd corre ai ripari, per scongiurare l’uscita di Capannoli, in pole c’è la rossiana Arianna Cecchini.
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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