Il Tirreno

Pisa

«Tasse, dati vecchi gli utenti di Calci non pagano di più»

di Sharon Braithwaite

La replica del sindaco alle opposizioni: hanno voluto strumentalizzare un’inchiesta che analizza fino al 2014

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CALCI. «Dall'analisi dei dati correttamente riportati dal Tirreno emerge che in Valgraziosa il livello di tassazione pro capite tra il 2005 e il 2014 è sotto la media della provincia, e non la più alta come sottolineato sui social network dalla minoranza». È quanto afferma il sindaco Massimiliano Ghimenti, accusando l'opposizione "Uniti per Calci" di aver distorto i dati pubblicati la scorsa settimana. «In 23 Comuni dell'area pisana si pagano più tasse che a Calci (fino a quasi il doppio pro capite), mentre in 12 si paga pressoché uguale o un po' di meno. I dati pubblicati sul sito di riferimento peraltro si fermano al 2014. Tuttavia - aggiunge Ghimenti -, approfondendo la ricerca fino al 2016 si riscontra come ormai praticamente in tutti i Comuni dell'area la tassazione abbia gli stessi livelli: l'Irpef è allo 0,8% quasi dappertutto e le varie aliquote Imu sono al 10,6 x 1000 salvo rarissime le eccezioni. Pertanto, al di là di quale sia stato l'andamento della tassazione in un certo arco di tempo, la verità è che oggi le principali "tasse comunali" (Irpef e Imu) gravano allo stesso modo in tutti i Comuni». Il primo cittadino torna ad evidenziare quanto gravi sul bilancio il "fondo di solidarietà", che i Comuni sono obbligati a versare in favore di quelli svantaggiati, ossia quelli con una spesa storica più alta, «indipendentemente dal fatto che quella spesa, in alcuni casi, derivasse da un maggior indebitamento». «Anche prima dell'istituzione di questo fondo, il Comune di Calci, attento alla spesa e a non indebitarsi, è sempre stato uno dei Comuni più penalizzati ricevendo meno della metà dei trasferimenti statali della media dei Comuni della Regione Toscana - dice ancora Ghimenti -. Da quando lo Stato non dà più i trasferimenti ma addirittura sottrae risorse dai bilanci comunali per effetto del suddetto fondo, il quadro è peggiorato ulteriormente e drasticamente. Proprio a partire dal 2014». Il suddetto fondo si compone di due voci, una in uscita dal Comune e una in entrata, sulla base della spesa storica. Secondo il sindaco, Calci ha un saldo di queste due voci "assolutamente penalizzante" e lo spiega così: «delle tasse che i cittadini versano al Comune, lo Stato impone che Calci ceda 398.000 euro di esse ogni anno. Per dare un riferimento in termini assoluti e senza volontà di "vis polemica" nei confronti di nessuno, il secondo Comune più popoloso della Provincia, fra dare ed avere nello stesso fondo di solidarietà, cede "solo" 148.000 euro. Ovvero meno della metà in termini assoluti del nostro Comune che di abitanti ne conta appena 6.500. Un altro grande Comune che confina con noi e di altra Provincia addirittura ha saldo positivo del Fondo di solidarietà, cioè tra dare ed avere "guadagna" oltre 350.000 euro». Come spiegato durante la presentazione del bilancio, poter mantenere nelle casse comunali 398.000 in più ogni anno permetterebbe all'amministrazione maggiori investimenti e una riduzione progressiva delle imposte. «Non ci stancheremo mai di denunciare questa ingiustizia verso i nostri cittadini e ci impegniamo a garantire, con le risorse a disposizione, sempre e comunque servizi, investimenti nel sociale e per la crescita sana e formata dei nostri ragazzi», conclude Ghimenti.

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