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«Donatori vecchi e nuovi, fatevi avanti»
PISA. Aumentano i donatori, calano le donazioni. I numeri svelano la complessa realtà. In due anni le donazioni sono scese da 4.800 a circa 4.100. Un calo intorno al 10% si era verificato già nel...
PISA. Aumentano i donatori, calano le donazioni. I numeri svelano la complessa realtà. In due anni le donazioni sono scese da 4.800 a circa 4.100. Un calo intorno al 10% si era verificato già nel 2015. Mentre un altro centinaio di donazioni sono state perse lo scorso anno. Eppure l’Avis (Associazione volontari italiani sangue) ha registrato 500 nuovi iscritti, che hanno donato sangue per la prima volta, solo nel 2016. Ma come si spiega questo controsenso solo apparente? «Si spiega anzitutto con la disaffezione dei donatori storici», dice il presidente dell’Avis provinciale, Paolo Ghezzi. Un saldo negativo che si ripercuote sul sistema della solidarietà e sulla risposta alle emergenze. Le motivazioni sono diverse. Si va dai criteri più stringenti per l’ammissibilità alla donazione («giustamente per tutelare il ricevente», aggiunge Ghezzi) al più articolato meccanismo della donazione differita, introdotta da un paio di anni, obbligatoria per i nuovi donatori e per coloro che non donano da oltre 24 mesi. In pratica, la donazione si divide in due accessi: il primo considerato di pre-qualificazione e il secondo di effettiva donazione. A livello locale ha sicuramente inciso, secondo Ghezzi, anche la chiusura del punto prelievi al Santa Chiara (ora è tutto concentrato all’ospedale di Cisanello), «che era una postazione cittadina utile in particolare agli studenti donatori - dice il presidente dell’Avis - ed a chi trova comunque più scomodo spostarsi dal centro».
Sta di fatto, prosegue Ghezzi, «che è incredibile che nel 2016 si rimandino interventi chirurgici per carenza di sangue. Ciascuno di noi deve fare qualcosa». Da qui il suo appello: «Chi è iscritto Avis può andare a donare e portare con sè un nuovo donatore e chi non ha mai donato, maggiorenne e in buono stato di salute, si rivolga da lunedì mattina alla sede Avis in piazza Vittorio Emanuele 18 a Pisa per iniziare a fare la cosa giusta (050-41076, pisa.comunale@avis.it). Il patrimonio solidale di questa città non può essere messo in discussione. Sono certo che in tanti faremo la cosa giusta».
Ad agosto, dopo il terremoto, si registrò un picco di donazioni. «Ma le emergenze sono quotidiane, abbiamo bisogno di risposte strutturate e non solo emotive», dice Ghezzi, che si rivolge anche all’Azienda ospedaliera: «Ognuno faccia la sua parte, l’Aoup cerchi di migliorare i servizi per i donatori, anche questo è un contributo significativo».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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