Il Tirreno

Pisa

«Le primarie? Vanno fatte, sono nel nostro dna»

di CRISTIANO MARCACCI

Federico Gelli indica la strada che porta alle elezioni amministrative del 2018

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CRISTIANO MARCACCI. Da un lato si gode il fatto di vedere la legge che porta il suo nome vicinissima al traguardo, all’approvazione definitiva della Camera, dopo il semaforo verde del Senato pochi giorni fa. Dall’altro, è infastidito dallo stallo in cui si sono impantanati la politica nazionale e il Partito Democratico. Federico Gelli, medico, deputato pisano e responsabile nazionale Sanità per il Pd, è sul punto di far saltare i tappi delle bottiglie di spumante in fresco. Entro poche settimane sarà una legge dello Stato il suo disegno legislativo sul rischio clinico. Spetterà presto al paziente dimostrare il danno subìto a seguito di un intervento sanitario, mentre attualmente è il medico che deve “provare” la propria non colpevolezza a seguito di una denuncia da parte del paziente. Il disegno di legge Gelli introduce inoltre l'obbligo di assicurazione per tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private, così come prevede che il soggetto danneggiato possa agire anche direttamente nei confronti dell'impresa di assicurazione che presta la copertura assicurativa all'azienda. Prevede poi l'istituzione di Centri regionali per la gestione del rischio sanitario e un Osservatorio nazionale sulla sicurezza nella sanità. Ospedali e Asl dovranno fornire la documentazione sanitaria al paziente al massimo entro sette giorni dalla richiesta. Infine, viene istituito un fondo di garanzia nazionale che tuteli i cittadini danneggiati nel caso in cui l'assicurazione chiamata a risarcire il danno sia insolvente.

Contento della svolta, onorevole Gelli?

«Sono molto soddisfatto. Con l'approvazione dei giorni scorsi al Senato (168 voti a favore, 35 astenuti e solamente 8 contrari), procediamo spediti verso il secondo passaggio alla Camera, dove conto ci sarà l'approvazione definitiva entro la fine del mese di febbraio. Non posso che manifestare l'orgoglio di essere protagonista di una svolta epocale».

Tutto questo nonostante lo stop al governo Renzi...

«La stagione delle riforme inaugurata con il governo Renzi sta proseguendo, ed il mio disegno di legge ne è una dimostrazione concreta. Nel contempo, però, stiamo vivendo una fase di transizione, dove la politica sta subendo una sorta di rallentamento. La strada per il futuro non è stata ancora disegnata, anche perché la data del voto rimane tuttora un'incognita. Tutta questa incertezza si ripercuote anche a livello territoriale, ma a Pisa c'è invece bisogno di serrare le fila».

Cosa intende con “c’è da serrare le fila”?

«C'è da uscire al più presto dal momento di stand-by annunciato dal segretario provinciale del Pd Alessio Lari. C'è bisogno di andare a congresso rapidamente, lasciandoci dietro le spalle vendette e recriminazioni per ritrovare finalmente l'unità del partito. Non dobbiamo dimenticare che nel 2018 si vota a Pisa e che per quella scadenza il Pd si deve far trovare pronto. È quindi necessario impostare alla svelta una fase congressuale da cui scaturiscano un nuovo segretario e una nuova classe dirigente».

Nei giorni scorsi la sua collega di partito e alla Camera Maria Chiara Carrozza affermò in un’intervista al Tirreno che lo strumento delle primarie per scegliere il candidato sindaco potrebbe essere rischioso. Lei cosa ne pensa? È a favore o no del ricorso alle primarie?

«Lo strumento delle primarie è nel dna del nostro partito e deve essere quindi utilizzato. Prima ovviamente occorre fare chiarezza al nostro interno, altrimenti si va incontro a problemi, com'è successo recentemente a Cascina. Prima c'è da risolvere le difficoltà interne al partito, poi viene tutto il resto. Prima di tutto il partito nella sua interezza, senza alcuna divisione, si deve riconoscere in un progetto generale di città, poi arriverà il momento della scelta dei nomi. Ma se commettiamo l'errore di fare il contrario, partendo dai nomi per passare poi all'esame dei programmi, il rischio sarà gravissimo. Insomma, prima la ricostruzione del partito e l'individuazione di un progetto della città del dopo-Filippeschi, poi i nomi su cui puntare».

Torniamo alla sanità. Una risposta da politico ma anche da medico specializzato in sanità pubblica. Questione meningite: è più psicosi o allarme reale?

«Ci vuole una grande lucidità nel gestire una tale situazione. Anche perché continua ad esserci un eccessivo allarmismo rispetto ai dati reali. In Italia i casi di meningite sono rimasti pressoché invariati. Solo in Toscana esiste una situazione più difficile, probabilmente perché in alcuni territori c'è un ceppo più aggressivo e ci sono alcuni portatori che alimentano il contagio più che in altre realtà. Come ha da sempre sottolineato l'assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi, la vaccinazione e la prevenzione sono strumenti imprescindibili per combattere tale situazione. Nei prossimi mesi si vedranno sicuramente i frutti di tutto questo. Il mio appello continua ad essere quello di vaccinarsi, perché solo attraverso la cosiddetta “immunità di gregge” si ottengono i risultati».

Comunque, tra allarme-meningite e caos-influenza i pronto soccorso vanno in affanno. È una sconfitta per lo Stato e le Regioni?

«L'allarme meningite ha alimentato ulteriormente lo spavento, anche perché si è registrata la coincidenza di una sindrome influenzale particolarmente aggressiva. Ma anche in questo caso l'incremento delle vaccinazioni anti-influenzali, specialmente tra la popolazione anziana, ha permesso di arginare i casi più delicati. I pronto soccorso sono sotto pressione, ma in Toscana la situazione mi risulta sotto controllo. Il sistema sanitario regionale toscano ha indubbiamente una struttura diversa da quello di Campania e Calabria e non mi sembra che siano stati registrati dei veri e propri collassi. Da tempo, ad esempio, a Cisanello è stata individuata la figura del “bed manager”, colui cioè che sovrintende all'occupazione e alla razionalizzazione dei posti letto a disposizione dei pazienti transitati dal pronto soccorso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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