Il Tirreno

Pisa

Era già in sala operatoria e sedato, lo mandano a casa

L'ospedale di Cisanello
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L'ospedale di Cisanello

Pisa: manca il sangue, l'intervento viene rinviato all'ultimo minuto. L'Azienda ospedaliera: «La sacca dirottata su un' emergenza»

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PISA. Aveva già fatto una pre-sedazione. Qualche minuto e il robot manovrato dai medici gli avrebbe aspirato quel tumore maligno che da anni si era formato alla prostata. Altro che liberazione dal cancro. È stato costretto a rivestirsi e tornare a casa in attesa di una nuova chiamata. Motivo? Non c'era più il sangue. Protagonista e vittima di un episodio che mette a nudo gli effetti della scarsità di sangue in circolazione, è un disoccupato poco più che 40enne di Torre del Lago che ieri mattina a Cisanello si «è sentito come un sacco della spazzatura». «Ho un tumore maligno da tre anni - si sfoga -. Non posso perdere altro tempo. E dire che avevo scelto Cisanello proprio perché usa una tecnica robotica non invasiva». È la seconda volta che salta l'appuntamento con la sala operatoria. Prima il 21 dicembre. Ieri l'ha solo sfiorato. «Domani, oggi (ndr) andrò da un avvocato - dichiara mentre gli occhi si gonfiano di lacrime -. Non si può essere trattati in questo modo. Anche il medico che mi ha seguito era mortificato e ha scritto una mail all'azienda sanitaria».

Tra la consapevolezza di non poter più disporre del sangue destinato al paziente e l'inizio della preparazione per entrare in sala operatoria deve essere mancata una comunicazione. Almeno il torrelaghese avrebbe evitato la pre-sedazione.

«Quando mi hanno detto del rinvio, che è il secondo - è la ricostruzione fatta dal paziente furibondo- ho pensato che sarei rimasto un giorno in più e, mal di poco, sarei stato operato il giorno successivo. Ed invece mi hanno mandato a casa, senza fissare una nuova data per il mio ingresso in sala operatoria. E per fortuna con me c'era mia sorella: perché io, tra pre-anestesia e quello che mi sentivo dentro per come sono stato trattato, non ero certo in grado di guidare». Certifica l'ospedale nella lettera di dimissioni che «l'intervento non è stato eseguito per carenza di disponibilità di sangue. Il paziente verrà ricontattato al più presto per programmare la data del nuovo ricovero».

Un' emergenza sopraggiunta nelle prime ore del mattino ha costretto i sanitari a "dirottare" la sacca di sangue destinata al paziente torrelaghese a un ferito che rischiava la vita. Nella ristrettezza di risorse l'Azienda ospedaliera di Cisanello spiega di aver dato la priorità a quello che in gergo medico è un codice rosso. «Purtroppo a Pisa, come altrove, il sangue scarseggia - spiegano all'Aoup -. Comprendiamo lo stato d'animo e lo sfogo del paziente, ma in caso di emergenza le scelte devono favorire l'utilizzo di chi è in pericolo di vita. A breve sarà contattato per riprogrammare l'intervento. È un episodio increscioso. L'assenza di sangue è un problema serio che riguarda tutti gli ospedali. E quello che il Centro trasfusionale ha a disposizione va utilizzato per le emergenze, in attesa di poter disporre di una fornitura più ampia quando aumenteranno le donazioni».

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