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Anziana truffata in casa da due finti carabinieri
PISA. Conoscevano un parente del loro obiettivo. Un nome che è diventato il passe-partout per farsi aprire la porta. Poi la parlantina dei truffatoril, sedicenti carabinieri, e l’ingenua accoglienza...
PISA. Conoscevano un parente del loro obiettivo. Un nome che è diventato il passe-partout per farsi aprire la porta. Poi la parlantina dei truffatoril, sedicenti carabinieri, e l’ingenua accoglienza dell’anziana hanno fatto il resto. Che, tradotto, significa un raggiro da qualche centinaio di euro con l’aggiunta di un paio di anelli in oro.
È successo intorno a mezzogiorno in un appartamento in via della Spina, a ridosso di viale Bonaini. Vittima di chi cerca persone anziane da colpire è una pensionata di 90 anni. I due, uomini, hanno suonato il campanello e una volta che la donna ha chiesto chi fosse alla porta hanno iniziato la loro recita: «Buongiorno signora, siamo carabinieri. Il suo parente (hanno fatto il nome, ndr) ha un problema. È in caserma e chiede se può mandare dei soldi. Siamo venuti per aiutarlo».
Una tecnica bassa, squallida per i bersagli a cui punta, eppure ancora efficace nei risultati. La novantenne, presa dall’affanno di dare un aiuto alla persona, che i due truffatori conoscevano come nome e grado di parentela, ha messo insieme soldi e monili. In pochi minuti la refurtiva è passata dai cassetti della pensionata alle tasche dei malviventi. Quando dopo qualche ora il parente, che avrebbe dovuto trovarsi in caserma, si è sentito con l’anziana ha appreso del raggiro. E ha dato l’allarme alla questura per una truffa da manuale che viene replicata quasi sempre con successo ai danni di anziani che vivono da soli.(p.b.)
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