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Pisa

Scuole al gelo, gli studenti chiedono più investimenti

Scuole al gelo, gli studenti chiedono più investimenti

La Rete degli Studenti Medi ha scritto una lettera al presidente della Provincia «Situazione inaccettabile, accade ogni anno al rientro dalle vacanze di Natale»

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PISA. Prima i problemi legati alle strutture, poi quelli provocati dalle gelate dei giorni scorsi. E ancora in corso. È questo il motivo per il quale il gruppo di studenti Medi ha deciso di scrivere una lunga lettera a Marco Filippeschi, in qualità di sindaco di Pisa ma soprattutto di presidente della Provincia, che ha le competenze sull’edilizia scolastica della città.

«Le scriviamo a nome della Rete degli Studenti Medi, sindacato studentesco, che in quanto tale si impegna a difendere ed implementare i diritti degli studenti, sia all'interno che all'esterno degli spazi scolastici – è l’inizio della missiva - Proprio per questo le vicende verificatesi a causa delle basse temperature ci spingono a riflettere sulle condizioni dell'edilizia scolastica provinciale che negli ultimi mesi ha evidenziato gravi carenze».

Gli studenti passano in rassegna quelle che ritengono le magagne delle scuole pisane.

«A partire dal Liceo Russoli, nel quale gli studenti hanno rischiato di svolgere lezioni pomeridiane per l'insufficienza degli spazi rispetto al numero degli iscritti».

E poi passano al Liceo Marconi. «Dove invece, le lezioni pomeridiane, si stanno già svolgendo. È ormai superfluo soffermarsi sulle condizioni del Liceo Buonarroti e dell'adiacente Istituto Santoni – dicono ancora gli studenti Medi nella lettera – i cui studenti si trovano ogni giorno immersi in uno stato di degrado a cui ormai si stanno tutti assuefacendo. Ricordiamo inoltre la caduta del calcinaccio avvenuta ad ottobre presso l'istituto. Ma la contingenza attuale ci spinge a scriverle ancora una volta, nella speranza di qualche cambiamento. Infatti come ogni anno durante i mesi invernali, al rientro dalle vacanze scolastiche, gli studenti di diverse scuole si trovano costretti a non svolgere adeguatamente le lezioni o a doverle interrompere a causa delle basse temperature presenti all'interno degli edifici. L’altro giorno gli studenti dell'Istituto Santoni hanno riscontrato nel complesso scolastico una temperatura di circa 7°C - secondo le testimonianze- mentre la legge prevede che la temperatura sia tra i 18°C e i 22°C». Lo prevede addirittura una legge - segnalano gli studenti - l'articolo 5.3.11 del Decreto Ministeriale del 18/12/1975.

La lista delle segnalazioni prosegue: «Al Liceo Carducci gli studenti sono stati fatti uscire per le temperature eccessivamente rigide. È accaduto il giorno dopo all'Istituto Pacinotti e al Liceo Galilei, il primo in cui gli studenti sono usciti in anticipo, il secondo in cui l'accensione del riscaldamento nel corso della mattina non ha permesso il raggiungimento della temperatura idonea. Il continuo ripetersi di anno in anno di questi episodi non è accettabile, infatti svolgere le lezioni e farlo in un luogo idoneo non è un privilegio, ma un diritto attualmente negato che noi reclamiamo. Come generazione abbiamo già altre problematiche da sopportare e da combattere e riteniamo vergognoso dover rivendicare diritti inalienabili come quello di studiare in luoghi sicuri e accoglienti».

«È evidente la necessità di investire – è la conclusione del messaggio al presidente della Provincia di Pisa Filippeschi da parte del sindacato degli studenti – stabilendo delle priorità e ottimizzando il denaro al fine di garantire la sicurezza e il consueto svolgimento delle lezioni, nell'osservanza del diritto allo studio studentesco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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