Italia
L’Università di Pisa insegnerà la Costituzione agli Imam
L’ateneo è coinvolto in un progetto del ministero degli Interni che mira ad abbattere gli ostacoli per migliorare l’integrazione tra le diverse religioni. Le lezioni si terranno a Ravenna
PISA. Studieranno diritto costituzionale ed ecclesiastico. Elementi di sociologia e i diritti e i doveri previsti dalla nostra Carta. Tra i banchi universitari non ci saranno però semplici studenti, ma Imam e i ministri di culto di altre religioni che si sono diffuse in Italia negli ultimi anni, ma che non hanno ancora stretto un'intesa con lo Stato, "l'accordo" che riconosce pubblicamente le confessioni religiose. Partiranno il prossimo febbraio le "lezioni" sui diritti e i doveri della Costituzione che vede anche l'Università di Pisa tra i sei atenei italiani coinvolti nell'organizzazione di un corso di formazione che si pone l'obiettivo «di promuovere l'esercizio della libertà religiosa in coerenza con i valori fondanti della società di accoglienza». Il corso, prima iniziativa a livello nazionale, si svolgerà nella sede di Giurisprudenza del Campus di Ravenna dell'Alma Mater di Bologna e, tra gli altri, vedrà coinvolti anche vari docenti ed esperti del Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell'Università di Pisa, coordinati dal professore Pierluigi Consorti. Favorire l'integrazione attraverso un dialogo tra religioni e culture diverse e contribuire alla costruzione di una convivenza pacifica e non violenta è lo scopo del progetto, finanziato per 92.000 euro, promosso dal dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno (seguendo l'esempio di molti altri Stati dove da tempo sono attivi questo tipo di corsi) attraverso un bando pubblicato nell'ambito del programma nazionale Fami 2014 (Fondo asilo migrazione e integrazione), aggiudicato dalla Fondazione Flaminia di Ravenna che gestirà il progetto. «Un corso teorico, ma anche pratico (i partecipanti, ad esempio, apprenderanno l'iter per l'apertura di un centro di culto, ndr). Informativo e formativo, durante il quale i partecipanti saranno formati sui principi costituzionali e sulla necessità di rispettare sia chi crede in religioni diverse sia chi non crede - spiega Consorti, docente di Diritto Ecclesiastico e Canonico ed ex direttore del Centro Interdisciplinare di Scienze per la Pace dell'Università di Pisa -. Il fondamentalismo religioso si combatte garantendo le identità culturali e religiose di ciascuno. Perciò l'iniziativa si muove nello spazio di approfondimento del dialogo fra religioni e culture, con lo scopo di dare un contributo alla costruzione di una convivenza sociale pacifica e non violenta». I partecipanti al corso verranno informati sui principi costituzionali in materia di libertà religiosa e di coscienza, libertà di disporre di edifici di culto, libero esercizio del culto, rispetto dei diversi culti e dei non credenti, libertà di celebrare i riti della propria religione e obblighi di legge da rispettare. Sei le Università coinvolte (oltre a Pisa e Bologna, la gestione, collegiale, è affidata anche agli atenei di Firenze, Salerno, Bari e dell'Università della Calabria, coordinati dal Cois, il Consorzio interuniversitario siti che opera a Ravenna dal 2004). Una ventina i docenti che terranno le lezioni previste dal corso, diretto da Giovanni Cimbalo, docente di diritto ecclesiastico all'Alma Mater, e coordinato dalla professoressa Federica Botti, docente e responsabile scientifica del Cois.
«L'obiettivo - conclude Consorti - è anche quello di aprire un collegamento diretto con i leader delle religioni che formalmente non hanno un ruolo pubblico in Italia».
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