Il Tirreno

Pisa

Un parco pubblico negli impianti sportivi

Un parco pubblico negli impianti sportivi

Il comitato di “Periferia polivalente” pronto a formare un’associazione per chiedere la gestione

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PISA. Un parco pubblico dello sport. «Gratuito, liberamente attraversabile e utilizzabile da chiunque». Per ora è solo una bozza, ma tra pochi mesi il progetto di riqualificazione dei campi sportivi della Fontina si trasformerà in una proposta concreta che la “Nuova periferia polivalente”, il comitato nato dopo la “riapertura” di cinque anni fa dei campi tra via di Pratale e via Carducci, sottoporrà alla Provincia, ente proprietario della grande area sportiva rimasta a lungo chiusa. Il progetto elaborato da uno studio tecnico pisano è stato presentato durante l’appuntamento di “Caffè Tirreno” dedicato alla zona della Fontina e del Cnr che si è svolto lunedì scorso al Bar ristorante Antonella e Umberto di via Carducci. «La proposta - spiegano Silvia Cabula e Tommaso Emanueli, attivisti del comitato - è quella di far nascere un parco pubblico per lo sport fruibile gratuitamente e aperto a tutti».

Per concretizzarla, il comitato (formato da un nucleo che nel maggio 2012 occupò l’area e dal comitato dei residenti della Fontina e da quello di Pratale-Battelli) si costituirà in associazione e proverà a percorrere la strada dell’assegnazione diretta. Una risposta, quest’ultima, al bando che la Provincia ha annunciato negli scorsi mesi (mai pubblicato) per assegnare la gestione dello spazio. «Nel migliore dei casi, con il bando gli impianti finirebbero in gestione a qualche grande associazione o ente che li utilizzerebbe in maniera privatistica, facendo venir meno la gratuità che ora li caratterizza», si legge nell’appello per la realizzazione del “parco pubblico per lo sport” che ha raccolto già oltre 600 firme. «Nel peggiore dei casi - prosegue - andrebbero in mano a qualche speculatore pronto ad utilizzare il paravento dello sport per compiere le proprie operazioni di profitto». Il progetto della Nuova periferia polivalente (per la cui realizzazione occorrerebbero alcune centinaia di migliaia di euro) si basa sul coinvolgimento di associazioni, singoli, comitati ed istituzioni interessate a portare a termine la messa in sicurezza dell’area e trasformarla in un parco sportivo pubblico con annessa una grande area a verde.

Dopo oltre sei anni di abbandono, gli impianti, che comprendono una pista di atletica, un campo da calcio a 11, uno da basket, uno da tennis e uno da calcio a 5 oltre a spogliatoi e locali al chiuso (il progetto di riqualificazione prevede anche la realizzazione di un campo da calcio a 7, un campo di bocce, un percorso salute e un’area dedicata ai bambini), furono occupati nel maggio del 2012 dal movimento Occupy Pisa. Una sorta di “rinascimento” per la zona che ha visto rivitalizzare quella che un tempo era una delle principali aree sportive della città, per anni “vissuta” da senzatetto e spacciatori. «Il nostro è stato un esempio di gestione partecipata e autofinanziata - concludono Cabula e Emanueli -. Abbiamo sempre cercato un’interlocuzione con la Provincia, ma l’unica risposta è stata quella di chiudere, lo scorso giugno, i cancelli».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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