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Pisa

Paziente morto dopo un intervento: assolti due chirurghi

Paziente morto dopo un intervento: assolti due chirurghi

Nessuna negligenza addebitata ai medici Lippolis e Decanini nel decesso post operatorio a Cisanello di un imprenditore

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PISA. Assolti perché il fatto non sussiste. La più ampia delle formule assolutorie chiude il processo per omicidio colposo a carico dei chirurghi di Cisanello, Piero Lippolis, 52 anni, residente a Pisa e Luigi Decanini, 56 anni, di Capannori.

Poco prima delle 18 il giudice Donato D’Auria legge la sentenza sull’episodio che aveva portato prima la Procura a chiedere l’archiviazione e poi il gip a disporre l’imputazione coatta dopo l’opposizione dei familiari del paziente deceduto, Mariano Pellegrini, 70 anni, imprenditore di Vorno (Lucca).

Lippolis e Decanini erano difesi dall’avvocato Patrizio Pugliese, mentre le parti civili erano rappresentate dai legali Elisabetta Triggiani e Francesco Giampaoli.

Il pm onorario Giuseppe Pepe aveva chiesto l’assoluzione per i due medici con la vecchia formula dell’insufficienza di prove.

Decisiva per l’esito del processo la super perizia commissionata dal giudice a tre professionisti sull’operato dei chirurgi rinviati a giudizio.

Nessuna negligenza o imperizia va attribuita ai sanitari di Cisanello nella gestione del paziente Pellegrini.

Pellegrini, un'istituzione nel paese, presidente della locale squadra di calcio, fondatore della Paterni Manutenzioni di Coselli, si era sottoposto a un intervento di routine in laparoscopia all'intestino.

Per questo motivo, il 25 gennaio 2012 venne ricoverato a Cisanello per l'operazione.

Uscito dalla sala operatoria dopo qualche ora iniziò ad avere forti dolori addominali e febbre alta.

Il 27 si sottopose a un altro intervento da cui uscì in coma. Tre giorni dopo il suo cuore si fermò per sempre.

A quel punto i familiari, i figli Alessandro e Silvia e la moglie Giovanna, si affidarono a un legale e presentarono un esposto.

In prima battuta la Procura chiese l'archiviazione, ma l’avvocato si oppose. E anche dopo l’imputazione coatta il procedimento non filò liscio.

La maternità di una pm e la malattia di chi l’aveva sostituita frenarono il procedimento che arrivò in aula quasi a tre anni dal decesso di Pellegrini.

Un tempo dilatato che aveva scoraggiato i familiari che chiedevano con il processo una verità giudiziaria sulla morte del loro caro.

In primo grado il verdetto è stato di assoluzione per i due chirurghi imputati di omicidio colposo.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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