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Minacciato di morte e picchiato nel suo bar

Minacciato di morte e picchiato nel suo bar

La denuncia di Gabriele Madrigali: «Ho querelato quella persona ma ho paura» L’assalto con le botte di pomeriggio nel pubblico esercizio in Borgo Largo

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PISA. «Sei un uomo morto» gli ha urlato prima di andare via e dopo averlo aggredito nel suo bar.

Un assalto improvviso nei modi, ma che nelle cause covava sotto la cenere da mesi.

Lui, il bersaglio, si chiama Gabriele Madrigali, 49 anni, titolare del Bar 55 in via Carducci, in centro. L’altro, querelato dopo il raid nel locale, è, insieme ad altri familiari, il protagonista di una serie di “pressioni” e diatribe alimentare da controversie personali.

«Sono loro che ce l’hanno con me per motivi del tutto pretestuosi» chiosa Madrigali che dall’aprile 2016 ha rilevato il pubblico esercizio a ridosso di Borgo Largo.

I dissidi verbali nel tempo sono diventati minacce esplicite fino alla degenerazione dell’altro giorno.

Un’escalation fatta di avvertimenti, telefonate minatorie e messaggi in stile mafioso.

«Ti faremo la festa sotto casa mi hanno mandato a dire attraverso altri commercianti della via che hanno sentito simili discorsi» prosegue Madrigali,

L’episodio che poi è diventato una querela è avvenuto poco dopo le 17.

«Erano in tre – racconta il barista –. Due facevano da palo. C’erano anche dei clienti che sono rimasti allibiti di fronte a una scena da Far West. Uno dei tre si è avvicinato e mi ha sferrato un pugno in faccia. “Ma che fai, sei impazzito?” gli ho detto. Mi ha preso alla sprovvista. Poi è venuto dietro al bancone e ha iniziato a darmi calci e pugni. E ha preso pure un blocco dalla macchina del caffè e me lo ha lanciato contro a una distanza di un paio di metri. Non mi ha preso. Il braccio del caffè è finito su un quadro, rompendolo, e contro un muro. Poi ne ha preso un altro e l’ha lanciato di nuovo verso di me. Il pezzo di acciaio è volato fuori dal bar sfiorando la testa di un cliente. Si è fermato solo quando ho preso il telefono per chiamare le forze dell’ordine. Gli altri due compari si sono messi in mezzo, bloccandolo. E a quel punto che mi ha urlato “Sei un uomo morto”».

Il barista si è fatto medicare al pronto soccorso. Cinque giorni di referto per le lesioni provocate dall’aggressione.

Poi è andato in questura a depositare la querela.

«Mentre ero in ospedale alcuni vicini mi hanno avvertito - prosegue Madrigali – che sempre quella persona con altri erano fermi nella zona dove di solito lascio l’auto. Questa situazione va avanti da ottobre. Ho paura a stare nel bar. E per questo, oltre alla querela, faccio anche un appello alle forze dell’ordine per una tutela che possa garantirmi una serenità che da mesi non ho più. Non mi sento di continuare a stare al bar con il timore che quelle persone possano entrare e aggredirmi di nuovo. Preferisco chiudere».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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