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Ammanco all’Inps, funzionario licenziato
Finocchiaro verso il processo con i beneficiari dei bonifici che poi rientravano nelle sue tasche
PISA. Licenziato in tronco. Prima ancora del processo. Il provvedimento disciplinare, il più estremo possibile, è arrivato come antipasto del percorso giudiziario che dovrà affrontare Antonino Finocchiaro, il 58enne ormai ex funzionario dell'Inps arrestato per peculato in concorso nel maggio scorso e libero da novembre.
L'istituto di previdenza ha interrotto il rapporto di lavoro come conseguenza delle accuse mosse a Finocchiaro, residente a Pontasserchio e in servizio fino all'arresto nella sede di piazza Guerrazzi. Nei suoi confronti e degli oltre trenta beneficiari dei fondi prelevati dalla cassa, il sostituto procuratore Giovanni Porpora ha chiesto il giudizio immediato.
Finocchiaro, difeso dall'avvocato Carlo Porcaro D'Ambrosio, ha ammesso fin da subito le sue responsabilità. Un comportamento che ha velocizzato la definizione processuale dell'ex funzionario accusato di aver fatto uscire dai forzieri dell'Inps, a partire dall'agosto 2015 e fino all'arresto, un milione e 39mila euro.
Di questi, almeno 800mila euro sono tornati nelle sue tasche. La Procura all'epoca dell'arresto gli sequestrò tre immobili (di cui uno a Reggio Emilia), un'auto, conti correnti e fondi di investimento. In parallelo anche la Corte dei conti ha aperto un'inchiesta.
Nel giro di sei mesi l'indagine è stata chiusa e con gli elementi emersi e già verbalizzati dagli indagati è probabile la definizione delle singole posizioni con riti alternativi, dall'abbreviato al patteggiamento.
Fare in fretta a ogni livello, dalla Procura agli imputati.
D'altronde sono state messe a fuoco modalità di esecuzione, autore e utilizzatori finali e intermedi del "saccheggio" ai danni dell'Inps. I carabinieri, durante le perquisizioni, nelle abitazioni di due indagati a Navacchio e Cascina trovarono oltre 20mila euro.
Nella varietà dei trenta e passa ricettori di assegni familiari e cassa integrazione non dovuti c'era chi otteneva di più nella distribuzione dei soldi del munifico funzionario Inps. Finocchiaro, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva convinto i destinatari dei bonifici ad aprire da 3 a 15 conti correnti e a dotarsi di carte PayPal con cui rigirare il grosso dei versamenti.
I più dovevano assicuragli una percentuale variabile dall'80 al 90%, ma con altri il funzionario sarebbe stato più generoso.
Nel corso dell'inchiesta solo un'indagata ha manifestato la volontà di restituire i quasi 10mila euro ricevuti in modo illegale. Al pm ha detto di non sapere che quei soldi fossero frutto di un reato.(p.b.)
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