Il Tirreno

Pisa

Scuola, rientro al freddo genitori e alunni in rivolta

di Enza Chiappone
Scuola, rientro al freddo genitori e alunni in rivolta

Termosifoni in blocco negli edifici del Comune: «Noi costretti a tornare a prendere i nostri figli, una vergogna». E al Concetto Marchesi gli studenti escono per protesta

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PISA. Studenti al freddo, genitori infuriati. Il 2017 della scuola si è aperto ieri all'insegna del gelo in diversi istituti cittadini a causa di un guasto agli impianti di riscaldamento che ha portato le temperature interne al di sotto dei 10 gradi.

È successo alle scuole elementari Zerboglio e Damiano Chiesa, alla materna G. Rodari e alla scuola media Fibonacci, edifici in carico al Comune di Pisa, ma anche al liceo scientifico Dini e all'istituto superiore Santoni. Appena un'ora dopo il suono della campanella di entrata, informati da insegnanti, bidelli o rappresentanti di classe, moltissimi genitori sono tornati a scuola per riprendersi i propri figli perché i termosifoni erano spenti e le temperature in classe insostenibili. «Ho perso una giornata di lavoro per portare mia figlia Clarissa via da scuola, ma non potevo lasciarla al gelo - racconta scocciata Emily Inserillo, la cui bambina frequenta la prima elementare alla Damiano Chiesa - Alle 9 di mattina in classe c'erano tra i 4 e i 5 gradi, alle 11 circa 8. Assurdo».

Nonostante la ditta responsabile avesse provveduto già sabato alla riaccensione degli impianti nelle scuole, al rientro dalle vacanze i custodi hanno trovato i caloriferi spenti e l'aria a dir poco gelida. Secondo quanto fa sapere il Comune, i tecnici della Engie spa sono intervenuti già nella primissima mattinata per ripristinare le caldaie, che erano andate in blocco probabilmente per la gelata notturna. Ma mentre alla Zerboglio e alla scuola media Fibonacci i riscaldamenti sono ripartiti immediatamente, alla Damiano Chiesa e alla Rodari, che si trovano all’interno dello stesso edificio in via San Francesco, è stato necessario procedere ad una ricalibratura della caldaia, che è tornata a funzionare solo verso metà mattinata.

In tutti gli edifici c'è voluto del tempo per riportare la temperatura a livelli normali, motivo per cui chi ha potuto ha preferito riportare a casa i propri figli, mentre i bambini rimasti in classe hanno fatto lezione con addosso il giubbotto. Alla luce di quanto avvenuto c'è chi, come il consigliere del gruppo misto "Pisa è..." Giovanni Garzella, grida alla vergogna e chiede la chiusura delle scuole, ma l'assessore Andrea Serfogli rassicura: «Terremo i riscaldamenti accesi anche la notte per consentire la stabilizzazione delle temperature all'interno degli edifici. Abbiamo inoltre sollecitato il gestore perché attivi quanto prima il sistema telematico di segnalazione (già previsto nella gara d'appalto per gli impianti) che permetterà di intervenire tempestivamente in caso di blocco». Una fredda accoglienza è stata riservata anche agli studenti degli istituti superiori. Al liceo scientifico Dini si è guastata una pompa provvisoria, mentre al Santoni è andata in blocco una caldaia «perché l'impianto - ammettono dalla Provincia - è vecchio e va cambiato». Alle 10,15 gli studenti del Concetto Marchesi hanno lasciato la scuola in segno di protesta per le «cattive condizioni dell'Istituto che non consentono di studiare in tranquillità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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