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Quando chiudono i negozi il quartiere cambia faccia
Negli ultimi mesi ondata di furti nei fondi commerciali che popolano via Carducci Sos della barista: «Dopo le 20 qui non c’è anima viva. Servono più controlli».
PISA. «Qui, dopo le otto di sera, non c’è più nessuno. Non è un caso che di notte, un po’ in tutti i fondi commerciali della zona, i ladri abbiano messo a segno una lunga serie di furti. Servono più controlli da parte della polizia».
Irene Berretta lavora al bar Antonella e Umberto di via Carducci, a La Fontina, proprio dove ieri mattina si è svolta l’ultima tappa del Caffè Tirreno, la nostra iniziativa ideata per incontrare gli abitanti dei vari quartieri della nostra città. Nel rione a cavallo fra Pisa e San Giuliano Terme, la notte, succede di tutto. I malviventi hanno provato anche a introdursi nel bar dove lavora la giovane, senza però riuscirci. Ce l’hanno fatta, purtroppo, a rubare centinaia di occhiali da sole dall’altra parte della strada, nel punto vendita di Salmoiraghi & Viganò, in tre diverse occasioni. E due incursioni le hanno fatte nel negozio confinante, la libreria Upie di Riccardo Marlin. «A giugno mi hanno rubato 200 euro – afferma il titolare – e a novembre, quando sono tornati, sono passati da una finestra sul retro, sfondando poi il muro che divide la libreria dal negozio di occhiali. In questo caso, però, non hanno rubato nulla, pur arrecandomi parecchi danni».
Il problema della sicurezza, insomma, fra i commercianti è un nervo scoperto. Lo conferma Andrea Del Nero, amministratore di un condominio proprio in via Carducci. «I servizi sono buoni e nel complesso di giorno si vive bene – spiega il professionista – ma i problemi arrivano la notte. Le varie attività qui vicino hanno subìto furti e rapine, compresa la Banca di Cascina. C’è una scarsa presenza di polizia e carabinieri e di vigilanza privata. Non ci sono impianti di videosorveglianza, ormai questa è diventata franca. Serve quindi un potenziamento delle forze dell’ordine. La zona del circolo Reverse – conclude Del Nero – è stata per un certo periodo una discarica a cielo aperto, ma negli ultimi mesi la situazione è migliorata». Anche Marlin è d’accordo con l’analisi dell’amministratore di condominio. «Ogni tanto sfondano la sbarra del nostro parcheggio – spiega il libraio – e la notte capita che qualcuno di ritorno dal Reverse vomiti per terra. Non è certo un bello spettacolo».
I commercianti raccontano, inoltre, di furti messi a segno in studi dentistici e di geometri. E non solo. E purtroppo – sebbene gli episodi di microcriminalità interessino per lo più i negozi – anche alcuni residenti del quartiere, negli ultimi anni, ne hanno fatto le spese. Grazia Guglielmini abita nei pressi della curva del bar Sport, a Ghezzano. Siamo nel maggio del 2015: la pensionata, mentre stava dormendo, è stata sorpresa in casa da un malvivente. Dopo essersi svegliata, alla vista di un’ombra sospetta, si è messa a urlare in preda al terrore. Il ladro, a sua volta allarmato dalle grida, non ci ha pensato due volte: è entrato nella sua camera e l’ha colpita al volto con un pugno. «Mi ha portato via i soldi e dei gioielli – racconta la donna, che ieri è venuta a trovarci al Caffè Tirreno –. È passato dalla taverna e si è arrampicato fino in casa. Da allora ho messo un impianto di allarme efficiente». A Ghezzano, fra l’altro, non è certo la prima volta che i residenti subiscono dei furti. Sempre a Grazia, qualche anno fa, i ladri avevano tentato di compiere una scorribanda. «Ma il cane li ha messi in fuga», spiega. La sua speranza – e quella dei vicini di casa– è che le forze dell’ordine si facciano vedere più spesso. Perché in questa “terra di confine” – come la chiamano gli abitanti – il rischio è che continui a non venirci mai nessuno».
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