Il Tirreno

Pisa

Provincia, voto contestato «Questa non è democrazia»

di Enza Chiappone
Provincia, voto contestato «Questa non è democrazia»

Il Comitato del No scende in piazza: «Tradito l’esito del referendum costituzionale» La riforma doveva cancellarle, resta un “ente monco” eletto da sindaci e consiglieri

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PISA. In occasione delle elezioni di secondo grado per il rinnovo del consiglio provinciale, affinché queste non si tenessero «indisturbate, nel silenzio generale», il Comitato per il No al referendum costituzionale di Pisa ha organizzato ieri mattina una manifestazione di protesta sotto la sede della Provincia, in via Pietro Nenni, proprio mentre i sindaci e i consiglieri comunali della provincia di Pisa si recavano al seggio al secondo piano del palazzo per esprimere il proprio voto.

«Le elezioni di oggi sono un vero e proprio schiaffo alla volontà popolare e alla Costituzione», hanno dichiarato i membri del Comitato partecipanti al sit-in di protesta. Nel mirino la legge 56/2014, conosciuta come legge Delrio, che ha ristretto ai sindaci e ai consiglieri comunali l'elezione del consiglio provinciale.

«Questa legge era, per sua stessa ammissione, transitoria, poiché si proponeva come un'anticipazione della riforma costituzionale - spiega Marco Ricci, consigliere per Una città in comune - La riforma è stata sonoramente e inequivocabilmente bocciata dal popolo italiano e con essa anche la legge Delrio che la anticipava, per cui non ha senso fare queste elezioni». Per come la vedono i membri del Comitato pisano per il No, insomma, la situazione attuale è quasi paradossale in quanto le Province continuano ad esistere pur non avendo rappresentanza democratica.

«Non solo i cittadini non votano direttamente - spiegano - ma col meccanismo ponderato, il voto dei consiglieri comunali dei centri più grandi conta di più».

Queste considerazioni, insieme alla constatazione delle cattive condizioni in cui versano le Province in seguito al «pesante definanziamento» voluto dalla legge Delrio, hanno spinto circa 25 consiglieri comunali venuti da tutta la provincia, che in occasione del referendum del 4 dicembre avevano aderito al Comitato per il no, a rifiutare, ieri mattina, la scheda elettorale, chiedendo di mettere a verbale una dichiarazione con la quale definiscono «ampiamente estranea allo spirito della Costituzione la riproposizione dell’elezione di secondo grado, senza programmi definiti e resi pubblici, senza mandati dei consigli comunali, e in presenza di profonde deficienze nell’attività dell'ente, che si ripercuotono nei servizi ai cittadini».

«Chiediamo la cancellazione della pessima legge Delrio e un immediato stanziamento di adeguati finanziamenti per le importanti funzioni che restano materia delle Province, per le quali queste istituzioni si trovano senza sufficienti risorse e personale - conclude il Comitato nella nota distribuita davanti alla sede della Provincia in via Nenni - Si tratta della prima di tante battaglie che intendiamo portare avanti per avvicinarsi a una piena democrazia politica e sociale, riprendendo il significato profondo del voto espresso da 28 milioni di cittadini lo scorso 4 dicembre: chi pensa di poter normalizzare l'esito del referendum si sbaglia di grosso!».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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