Il Tirreno

Pisa

“Officine Garibaldi” ci sono due offerte

di Francesco Loi
“Officine Garibaldi” ci sono due offerte

Proposte per la gestione da Fondazione Brodolini e Paim

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PISA. Sono arrivate due offerte per prendere in gestione le “Officine Garibaldi”, il grande palazzo di vetro costruito attraverso fondi Piuss laddove sorgeva l’ex istituto commerciale Einaudi di via Gioberti. La Provincia di Pisa, ente titolare dell’immobile, aveva pubblicato un apposito avviso pubblico per dare una soluzione all’edificio tutto a vetri rimasto vuoto sin dalla fine dei lavori dopo essere rimasto coinvolto nel ridimensionamento, con eliminazione di varie funzioni, a carico delle amministrazioni provinciali.

A farsi avanti sono state la Fondazione Giacomo Brodolini di Roma e la Cooperativa Paim di Cascina. Se quest’ultima è ben conosciuta sul territorio per i servizi sociali, la Fondazione Brodolini è un ente privato no profit che, tra l’altro, «promuove - si legge sul suo sito internet - lo sviluppo locale, urbano e rurale, progettando e gestendo progetti di innovazione sociale, incubatori e acceleratori di impresa, percorsi di incubazione per start-up».

La commissione tecnica chiamata ad assegnare la gestione delle “Officine” ha però preso tempo chiedendo ad entrambi i candidati alcune integrazioni ai loro progetti e relativi piani economico finanziari (da inviare entro oggi). Inoltre, la Provincia ha deciso di incaricare una società specializzata in studi di fattibilità (la Ecoset di Roma, con incarico di 2mila euro) per la valutazione delle due proposte ricevute.

La gestione può essere affidata da un minimo di cinque ad un massimo di dieci anni. Questo perché l’immobile è vincolato per cinque anni alle destinazioni per le quali sono stati concessi i finanziamenti che ne hanno consentito la costruzione (sociale, prevalentemente, e turismo). «Nel caso tali attività non fossero svolte nell’edificio a partire dal 31/12/2016 per il turismo e dal marzo 2019 per il sociale, la Provincia dovrebbe restituire i finanziamenti ottenuti», ricorda una delibera del consiglio provinciale. Degli 8 milioni che sono stati spesi per la realizzazione dell’edificio, 3,5 sono arrivati attraverso fondi Piuss, 4 dal bilancio della Provincia e il resto proveniente dalla Regione. Necessario quindi che le “Officine Garibaldi” vengano assegnate in tempi brevi visto che già la prima scadenza sarebbe trascorsa. Anzi, sempre più rapidi «pena la eventuale restituzione dei contributi erogati», si legge nel più recente atto della Provincia. Sarebbe in effetti un bel problema. «L’interlocuzione in corso con la Regione è finalizzata anche a garantire il mantenimento dei finanziamenti ricevuti dalla Provincia», ha detto non molti giorni fa il sindaco/presidente Marco Filippeschi.

Le attività nell’immobile (oltre 3mila mq su più piani, ampio spazio esterno fino alle mura) dovranno essere sviluppate, come spiegato nell’avviso pubblico, secondo tre assi. In evidenza le funzioni legate all’interculturalità tra etnie, generazioni e realtà sociali diverse; la valorizzazione del “capitale” rappresentato dagli studenti universitari e medi; azioni di informazione e formazione; la valorizzazione del patrimonio bibliotecario e dell’emeroteca; l’informazione turistica. Le “Officine” erano state pensate soprattutto come nuova base della biblioteca provinciale, front-office turistico e sede di associazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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