Il Tirreno

Pisa

«Passeggiare sulle mura? Un miracolo aggiunto»

di Sharon Braithwaite
«Passeggiare sulle mura? Un miracolo aggiunto»

Il critico d’arte ha parole di elogio per l’opera di restauro

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PISA. «È bellissimo. Sembra che sia migliorato il mondo».

Vittorio Sgarbi è rimasto letteralmente estasiato dalla visita alle mura cittadine, recentemente restaurate e aperte al pubblico. Ieri pomeriggio ha percorso l'intero tratto da piazza del Rosso a piazza del Duomo.

Il noto critico d'arte ha elogiato il restauro del monumento e anche le torri in corrispondenza dei punti di salita. «È davvero un percorso che esalta la città e che parte o termina in piazza dei Miracoli. È un miracolo aggiunto - ha commentato Sgarbi -. Ha fatto bene l'amministrazione ha investire su questo progetto. È un'idea giusta quella di rendere percorribili le mura come a Ferrara e Lucca. La torre di legno (di piazza del Rosso ndr) è di un'architettura semplice e priva di impatto ambientale. Un'ottima intuizione».

Presenti alla visita dello scrittore, l'assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli e Marco Guerrazzi, progettista e direttore dei lavori. «Guerrazzi, è tutta la vita che dico di fare le cose in legno, poi arrivi tu e lo fai», ha detto Sgarbi. E questo non è l'unico complimento che il critico ha rivolto al progetto. Lungo la passeggiata sulle mura si è più volte fermato ad ammirare il pavimento recuperato, i parapetti rimessi a nuovo, i campanili delle chiese in lontananza. Ed ha accettato ben volentieri di scambiare due parole e scattare selfie con i passanti che lo fermavano. Solo elogi per il risultato, il panorama che si può ammirare da lassù e per le prospettive future del monumento. Il critico d'arte ha apprezzato la visuale offerta dalla torre piezometrica che si trova vicino al complesso ex Marzotto, oggi sede di dipartimenti e aule universitarie. Giunti in prossimità di piazza dei Miracoli, Sgarbi si è soffermato ad ammirare dall'alto i monumenti che la compongono e il cimitero ebraico. Il ritorno in città è stata l'occasione per visitare nuovamente il Battistero e brevemente anche la Cattedrale e il Camposanto. Tappe finali del tour, Palazzo Blu e la mostra su Salvador Dalì, il Museo di San Matteo e la chiesa di San Francesco. Pisa, nonostante le bellezze che ospita, non è stata eletta capitale italiana della cultura di quest'anno (posizione conquistata da Pistoia). «Pistoia è una bella città ed è giusto che abbia vinto - dice Sgarbi -. È bizzarro che l'Italia abbia delle capitali per concorso. Le capitali della cultura devono essere indicate, non elette, in virtù della loro storia passata e presente. Ed è altrettanto bizzarro che abbiano nominato Pistoia sulla base del giudizio di una commissione che ha escluso Orvieto, Viterbo, Cosenza e Spoleto e ha incluso Settimo Torinese, Valdobbiadene e Comacchio». Secondo Sgarbi, «Pisa merita ad honorem l'elezione a capitale della cultura italiana in un anno avvenire - aggiunge -. La sua storia, la sua bellezza, la sua università lo dice. E per dire che una città è bella non servono concorsi, non siamo mica a Miss Italia».

Dopo una rapida visita al museo di Palazzo Blu, il critico d'arte è arrivato al complesso museale di San Matteo, che ospita una delle più importanti collezioni al mondo d'arte medievale. Raccoglie opere provenienti dai principali edifici ecclesiastici della città e del territorio: sculture di Nicola e Giovanni Pisano, di Andrea e Nino Pisani, Francesco di Valdambrino, Donatello, Michelozzo e Andrea della Robbia; oltre duecento dipinti dell'arte toscana tra il Cinquecento e il Settecento; le tavole di Giunta Pisano, Berlinghiero, Volterrano, Simone Martini, Lippo Memmi, Francesco Traini, Taddeo Gaddi, Spinello Aretino affiancate e di Masaccio, di Gentile da Fabriano, del Beato Angelico, di Benozzo Gozzoli e del Ghirlandaio. «È incredibile che dei capolavori di questo genere siano così poco visitati e conosciuti. Non ne conosco la de-funzionalità, so che ha un numero limitato di visitatori rispetto alle potenzialità - dice ancora Sgarbi, ammirando la Madonna dell'Umiltà di Gentile da Fabriano -. Occorre costruire un percorso unico per attrarre i turisti non solo in piazza dei Miracoli ma anche in questo museo. Bisogna trovare un modo per connettere questi due luoghi. Non è impossibile trovare una soluzione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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