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Marcello Marini ucciso sul lavoro da un aneurisma

Marcello Marini ucciso sul lavoro da un aneurisma

PISA. Non un infarto, ma un aneurisma cerebrale. Anche se ci fosse stato, il defibrillatore non avrebbe salvato la vita di Marcello Marini, il tecnico di laboratorio deceduto a 41 anni martedì...

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PISA. Non un infarto, ma un aneurisma cerebrale. Anche se ci fosse stato, il defibrillatore non avrebbe salvato la vita di Marcello Marini, il tecnico di laboratorio deceduto a 41 anni martedì pomeriggio al dipartimento di Chimica industriale in via Moruzzi. Un malore improvviso contro il quale sarebbe stato difficile intervenire. I se e i ma alimentati dal chiacchiericcio sui social vengono accantonati dal certificato di morte.

Per Marini, originario di Pisa e residente a Cascina, ieri è stato il giorno dell’addio. Nella chiesa del cimitero di via Pietrasantina, il dipendente dell’ateneo è stato salutato da centinaia di persone. I volontari della Misericordia, a cui aveva regalato anni di energia e dedizione, e i vigili del fuoco con il comandante provinciale, Ugo D’Anna. E poi il rettore Paolo Mancarella. Le “famiglie” di Marini, quella professionale e quelle delle sue passioni.

«Non è un addio, ma un arrivederci» ha esordito il parroco nella sua omelia. «Marcello è salito sulla scala, quelle usate dai vigili del fuoco, arrivando fino al cielo. Ora è nella casa di Dio per vivere e stare sempre con lui».

La moglie, Silvia Tognoni, in prima fila. Un drappello di vigili del fuoco attorno al feretro. Una vicinanza commovente. È stata letta anche la preghiera dei vigili, un corpo al quale Marini aveva dedicato con abnegazione tanta parte del proprio tempo libero. Faceva l’ausiliario al distaccamento di Filettole e le numerose divise schierate in chiesa sono state la testimonianza di un attaccamento consolidato negli anni, tra servizi e salvataggi.

La bara viene portata a spalla da sei vigili del fuoco in un silenzio che sa di dolore muto. La sistemano nel piazzale all’interno del cimitero. Un casco sopra il feretro baciato dalla moglie, da uno dei figli e dal padre di Marcello, Marino Marini, ex dirigente dell’ateneo. In semicerchio i vigili rendono omaggio all’amico e collega. Le sirene di un’ambulanza della Misericordia e di un mezzo dei pompieri si uniscono in un saluto prolungato. L’ultimo per Marcello.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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