Meteo
Gelo, l’asilo notturno per clochard non basta «Lo raddoppieremo»
L’assessore Capuzzi a caccia di una nuova struttura da 30 posti A Porta a Mare “tutto esaurito”. In un anno aiutati 950 senzatetto
PISA. Le guance ruvide, i giacconi una taglia sopra, a volte uno zaino unto e sfatto in spalla, a volte un cane al guinzaglio. Qualcosa di selvatico negli occhi, addosso l’odore della strada, fame di cibo, e di alcol, droga, anche se con quelle qui non si entra, perché la regola imposta dalla Caritas e da Arnera, la coop sociale che organizza pasti, letti e docce, è che da quella fame, la dipendenza, si deve uscire, per rientrare nella vita.
Sono un branco. Ogni sera si riunisce alle 7 e 30. La fame unisce gli stracci, ma non li mischia, ognuno per sé. Chi prima arriva prima alloggia: gli altri fuori, sulla strada. Sempre e comunque troppi per questo albergo della disperazione. Via Conte Fazio 40, troppo stretto ormai, anche se i posti son passati da 24 a 34. Poco importa: là, nel freddo, nella notte, fra la stazione e i giardini, in Borgo o alla Cittadella, i lupi sono tanti, troppi ormai. Le unità di strada del progetto homeless, finanziato dalla Società della Salute con 1,5 milioni di euro, in un anno ne hanno incontrati 260 e 950 sono le persone che nel 2016 sono transitate dal dormitorio. Insomma, c’è uno squadrone della povertà che ogni notte si arrotola in una coperta o in un sacco a pelo sull’asfalto o sull’erba gelida. Dentro, uomini, i più. Donne, poche, 6 in tutto: 21 stranieri, 12 italiani. Gli altri al gelo. E con questa tramontana, ogni ora è un passo verso il baratro. Per fortuna nessuno in città è stato ricoverato per assideramento o è finito come quel clochard di Milano o quello di Firenze, ucciso dalla notte più fredda a due passi dal presidio dell’Asl sul lungarno Santa Rosa, anche perché chi non trova posto in via Fazio viene rifornito con cibo, vestiti e un sacco a pelo speciale uguale a quelli utilizzati dalla Protezione civile. Ma meglio correre ai ripari. Per questo Sandra Capuzzi, assessore e presidente della Società della Salute, vuole raddoppiare. «Ci stiamo rendendo conto che l'albergo notturno non basta a dare un posto per la notte a tutti i senzatetto di Pisa. Vorremmo aprire una nuova struttura da 30 posti, ma con caratteristiche diverse. A Porta a Mare si entra se si accetta di seguire un percorso che comprende anche un reinserimento lavorativo e una terapia contro le dipendenze per chi ne soffre. Molti trovano lavoro come magazzinieri nella grande distribuzione o come operai per alcune ditte della zona». La nuova struttura dovrebbe essere invece un dormitorio semplice, dove accedere senza dover accettare una "presa in carico" dei servizi sociali. «Sotto un certo punto di vista è un arretramento, ce ne rendiamo conto, ma le necessità sono tante. Ancora troppe persone dormono in strada. Abbiamo individuato un edificio pubblico, ma dobbiamo ancora capire se è adeguato a svolgere questa funzione». Certo, ormai, il branco è cresciuto, ingrossa, sgomenta. La crisi dell’Italia che vive con 800 euro al mese, delle nuove povertà, qui allunga i suoi tentacoli. O l’asilo notturno raddoppia, o nella piovra può restarci intrappolato qualcuno.
Mario Neri
Altri servizi alle pagine 2-3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google