Il presidio
Info-point chiuso l’accoglienza passa per il web
Giù la serranda al punto informazioni di piazza Vittorio Restano ora quelli del Duomo e di via Pietrasantina
PISA. Chiuso il punto di informazioni turistiche in piazza Vittorio Emanuele II, sotto i loggiati dell’ex palazzo della Provincia. Tra ridimensionamento degli enti provinciali e diversa ripartizione delle competenze in ambito turistico (tradotto: azzeramento dei contributi regionali), quell’info-point è stato a rischio chiusura a lungo. In qualche modo la Provincia di Pisa lo ha portato avanti, attraverso l’assegnazione della gestione ad una cooperativa, ma dal 31 dicembre le serrande sono abbassate.
Era un servizio a disposizione soprattutto dei turisti che entrano in città dalla stazione ferroviaria centrale. I viaggiatori “fai da te”. Non è la prima chiusura: analoga sorte era infatti già toccata al punto informativo storicamente posizionato all’interno dell’aeroporto Galilei: uno “sportello” che avrebbe dovuto essere riaperto in accordo con la Regione in occasione di Expo 2015, però non è successo.
Restano attivi i punti coordinati dal Comune di Pisa: quello di piazza del Duomo, quello al parcheggio scambiatore dei bus turistici di via Pietrasantina e quello, estivo, del litorale. Proprio all’amministrazione comunale la nuova legge regionale sul turismo assegna i compiti dell’accoglienza, tra i quali rientrano anche gli eventuali info-point.
Ma come intende muoversi Palazzo Gambacorti su questo versante, pensando allo sviluppo di Pisa come città turistica? All’orizzonte non c’è la riapertura del punto di piazza Vittorio. «Sono dispiaciuto per la sua chiusura e per la perdita del bagaglio di professionali e conoscenza», premette il vicesindaco Paolo Ghezzi, che ha la delega al turismo. «Il fatto - spiega - è che il subentro, con spese a carico dei vari comuni della provincia, non ha mai trovato sufficienti adesioni». In pratica, a torto o ragione, non è stato considerato uno snodo indispensabile sui cui mettere risorse economiche. Le riflessioni di Ghezzi si concentrano sulle alternative e per questo richiama lo studio Bocconi che aveva messo in evidenza gli aspetti positivi e quelli critici del settore turistico sul territorio pisano.
Riguardo al capitolo “informazione”, la ricerca aveva messo in evidenza la mancanza di strutture adeguate ai tempi. «Grazie al progetto dei percorsi turistici Piuss ci siamo dotati di percorsi tematici contrassegnati da diversi colori e di una rete di totem multimediali», dice Ghezzi. Il progetto comprenderebbe anche una Pisa card, ancora da attivare, che offre servizi unificati e biglietto unico di accesso ad eventi e monumenti e al trasporto urbano sulle linee che raggiungono le location previste dagli itinerari. Ma la Bocconi in particolare segnalava l’esigenza di intervenire per potenziare la comunicazione attraverso il web.
«In effetti - ammette Ghezzi - sulla “rete” occorre ancora lavorare tanto. Le informazioni turistiche passano ormai in larga parte sui canali internet e in parte ridotta dagli info-point tradizionali. Serve dunque una strategia di marketing territoriale sul web per diventare più visibili ed accattivanti».
Il Comune deve ancora definire una struttura specifica anche in considerazione del passaggio di competenze. Due unità di personale (una da assumere) saranno impiegate nel settore turismo. «Il web è al primo posto - riprende il vicesindaco - ma è tutto il sistema turistico che deve dare una risposta. Un sistema non ancora ottimale. E’ necessario lavorare per rendere più omogeneo ed efficace il messaggio che si dà al turista. Gli strumenti a disposizione ci sono: penso al sito internet, alle nuove brochure e al video scaricabile liberamente da parte di tutte le strutture ricettive. Mi chiedo intanto se vengano sfruttati a dovere». Inoltre, aggiunge, «l’offerta turistica, a cominciare dall’apertura delle mura, sta cambiando. Ci sono appuntamenti che si stanno consolidando come la festa di fine anno, che ha visto la partecipazione di tantissime persone che vengono da fuori, e ancora prima manifestazioni come la Pisa Marathon che è già uno strumento promozionale. Credo sia opportuno pensare ad una formazione degli informatori. Ma per questo serve la voglia di lavorare insieme, a partire dal sostegno delle associazioni di categoria».
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