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Pronto soccorso, col picco influenzale è boom di accessi
PISA. Raddoppiati i codici rossi, aumentati del 60% quelli gialli. E soprattutto aumentati in misura esponenziale i ricoveri, che nella stragrande maggioranza dei casi sono anziani, ultra ottantenni...
PISA. Raddoppiati i codici rossi, aumentati del 60% quelli gialli. E soprattutto aumentati in misura esponenziale i ricoveri, che nella stragrande maggioranza dei casi sono anziani, ultra ottantenni arrivati in pronto soccorso con febbre alta e nella fase acuta dell’influenza. Quasi mai vaccinati. Numeri e connotati di una emergenza, quella che da giorni sta ingolfando il lavoro dei medici dell’emergenza e urgenza di Cisanello e alimentando le proteste dei cittadini per pazienti rimasti in barella in attesa di un ricovero anche per dieci o quindici ore. Perché a fare da tappo sono i reparti. È la mancanza di posti letto a riempire i corridoi del pronto soccorso. Secondo il Centro interuniversitario di ricerca sull’influenza è proprio il contagio del virus influenzale quest’anno ad aver mandato in tilt i pronto soccorso. A Pisa, come in Toscana, nella settimana a ridosso del Capodanno ha colpito 12 persone ogni mille, tre volte sopra l’incidenza dello stesso periodo di un anno fa. Eppure da quest’estate, proprio per far fronte a picchi improvvisi, l’Aoup ha aperto 10 nuovi posti in medicina d’urgenza e attivato contratti interinali per 5 infermieri e 5 operatori sanitari, a cui nelle ultime settimane si sono aggiunti altri 8 posti letto e 4 rinforzi al personale infermieristico. E fra poco dovrebbero arrivarne altri due. «L’Azienda, va detto, ha fatto il possibile - dice il primario del pronto soccorso Massimo Santini - E non posso che ringraziare medici e infermieri per il lavoro che stanno facendo. E anche gli utenti. Dimostrano di aver capito che la situazione è particolare, in passato abbiamo ricevuto critiche più dure per situazioni molto meno drammatiche. Ma è chiaro che se si può far qualcosa, bisogna farlo provando a recuperare posti letto, non solo personale».
I numeri parlano da soli: in 12 giorni, dal 24 dicembre al 4 gennaio, 322 accessi in più dello stesso periodo dell’anno scorso. Il record il 27 dicembre: 330 accessi, uno ogni 4 minuti. Per un terzo, codici rossi o gialli. Ed è proprio la crescita dei casi complessi a generare il caos: «Si tratta di anziani - spiega Santini - quasi sempre convivono con patologie croniche. Diabetici, ipertesi, cardiopatici, con difficoltà respiratorie. E se a tutte queste cose si aggiunge un’influenza aggressiva come questa, il quadro diventa drammatico. Non è il numero di accessi a metterci in crisi, ma la necessità di ricoverare una quota molto più alta di pazienti».
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