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Fatali le complicazioni di una pancreatite fulminante
Una pancreatite fulminante. La speranza di farcela nei primi giorni di ricovero. La rassegnazione quando si è capito che le cure non sarebbero state sufficienti a salvargli la vita. Un mese nel...
Una pancreatite fulminante. La speranza di farcela nei primi giorni di ricovero. La rassegnazione quando si è capito che le cure non sarebbero state sufficienti a salvargli la vita.
Un mese nel reparto di rianimazione diretto dal dottor Paolo Malacarne quello trascorso da Niki Giustini che dopo i primi giorni in cui parlava, anche se a fatica, per una necessità terapeutica è stato sedato in modo pesante.
In passato non aveva avuto problemi tali da poter indicare nella malattia che lo ha ucciso un rischio per la sua salute.
Nessuna spia di un malessere che nella vita di un artista, abituato e costretto a stress e orari sballati, può essere un campanello d’allarme da non sottovalutare. Fino al 14 dicembre (il ricovero risale al 4) le condizioni dell’attore erano serie, ma stabili.
Poi le cure hanno iniziato a non provocare più quelle reazioni che i sanitari si aspettavano. I timori hanno cominciato a mettere nell’angolo la speranza nei cuori di amici e familiari.
Le complicazioni della pancreatite si sono rivelate fatali.
«Gli ultimi giorni ci avevano preparato al peggio» confida Luca, il fratello maggiore di Niki, all’anagrafe Nicola. Ieri alle 10 anche l’ultima speranza è svanita.(p.b.)
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