Il Tirreno

Pisa

OMICIDIO DEL CONSENZIENTE

Uccise il marito malato grave chiesto processo per la moglie

Uccise il marito malato grave chiesto processo per la moglie

PISA. Omicidio del consenziente in un momento in cui era, però, incapace di intendere e di volere. È l’accusa per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Maria Gabriella Mennucci, la...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Omicidio del consenziente in un momento in cui era, però, incapace di intendere e di volere.

È l’accusa per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Maria Gabriella Mennucci, la pensionata 73enne che il 15 aprile scorso uccise il marito Giancarlo Tolomei, 77 anni soffocandolo a letto nell'appartamento al Cep.

La donna ammise quasi subito il delitto, maturato nell'ambito di un accordo tra marito e moglie. Lui, gravemente malato di Parkinson. Lei, decisa a porre fine allo strazio di una malattia invalidante e progressiva. Un gesto cui avrebbe dovuto seguire il suicidio della pensionata. Una perizia della psichiatra Antonella Armani certifica l’incapacità dell’omicida di intendere e volere al momento del fatto. Un elemento che in sede di udienza preliminare avrà il suo peso nella decisione del giudice circa la richiesta della Procura, rappresentata dal sostituto Antonio Giaconi. Probabile il ricorso al rito abbreviato da parte della difesa della pensionata che non è mai stata sottoposta a misure cautelari.

Maria Gabriella dopo aver soffocato il compagno di una vita aveva tentato di uccidersi, prima tagliandosi le vene, poi gettandosi dal terrazzo. Dal 15 aprile i figli le sono vicini e, soprattutto, il fronte sanitario è il rifugio presente e futuro per la moglie di Tolomei. A fatica, ma con una lucidità sempre più nitida, rispose agli investigatori della squadra mobile e al magistrato chiarendo contesto e azioni.

«Sì, sono stata io. Ho ucciso Giancarlo soffocandolo con un cuscino dopo avergli dato un sonnifero. Lo abbiamo deciso insieme. La sua malattia, sempre più grave, e il pensiero di non poter vivere senza di lui, mi hanno portata a questa scelta».

Prima aveva sedato il marito, steso sul letto, poi con un cuscino lo aveva soffocato.

Quindi aveva cercato di tagliarsi i polsi con un coltello. Non riuscendoci aveva cercato di buttarsi dal balcone. Le tracce di sangue trovate sul terrazzo furono un campanello d’allarme per i vicini che riuscirono a chiamare i soccorsi in tempo utile per evitare che anche la donna raggiungesse il marito per un epilogo reciproco condiviso.

Il consulto con il neurologo la sera precedente il delitto sarebbe stato la molla capace di far scattare il piano. Una condizione pesante da sopportare quella di chi si era ritrovato a convivere con un paziente che poco alla volta si era spento nella sua energia quotidiana. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web