Il Tirreno

Pisa

Muore davanti ai colleghi per un malore fulminante

di Pietro Barghigiani
Muore davanti ai colleghi per un malore fulminante

«Mi sento stanco» e si è accasciato sul pavimento. Inutili i soccorsi dei presenti Vittima un tecnico universitario. Lascia moglie e due figli, disposta l’autopsia

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PISA. «Mi sento stanco». E si accascia sul pavimento. Una confidenza ai colleghi che si trasforma nelle ultime parole per un tecnico di laboratorio di Chimica industriale dell’università.

Un malore fulminante e il cuore di Marcello Marini, 41 anni, padre di famiglia, si spegne con una rapidità tale da non consentire alcun intervento di soccorso utile a strapparlo alla morte.

Una tragedia avvenuta intorno alle 17 di ieri davanti a tre colleghi del laboratorio dove Marini, sposato e padre di due figli piccoli, lavorava da anni. Era in forza all’ateneo pisano, dove il padre insegna, dal 1998. Un veterano nel suo ambiente dove si occupava anche di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Nella sede del dipartimento In via Moruzzi il dolore ha colpito docenti e personale universitario.

Uno choc di quelli che ti fanno scorrere nella mente le immagini di una persona capace di farsi conoscere per la generosità verso gli altri. E che rendono la perdita ancora più devastante. Il malore è stato improvviso. Anticipato, quello sì, da quelle parole pronunciate da Marini poco prima di perdere i sensi. Quel «mi sento stanco» al quale i colleghi hanno risposto con un «mettiti seduto, rilassati». Poi il crollo a terra. I soccorsi per una rianimazione in attesa dell’arrivo dell’ambulanza della Pubblica Assistenza con il medico inviato dal 118. Troppo tardi. Il cuore si era fermato prima.

Constatato il decesso, l’équipe del 118 ha avvertito la questura dell’episodio. Sul posto sono arrivate le volanti del pronto intervento che hanno sentito prima il medico e poi i tre colleghi davanti ai quali si è consumata la tragedia. Dopo il nulla osta del magistrato di turno, Antonio Giaconi, la salma è stata trasferita all’istituto di medicina legale dove verrà eseguita l’autopsia. Probabile l’infarto come causa della morte.

Marini, sposato con Silvia Tognoni, infermiera, dal 14 luglio 2012, originario di Pisa e residente a Cascina, aveva due grandi passioni. Aveva avuto qualche piccolo problema di salute, ma niente che facesse presagire una fine così implacabile.

Dal 1989 aveva prestato servizio come volontario nella Protezione civile della Misericordia, partecipando anche a missioni all’estero. E dal 1998 era un vigile del fuoco ausiliario, tecnicamente si chiamano “discontinui”, impiegato nella sede distaccata di Vecchiano. Almeno una volta alla settimana dava la sua disponibilità per coprire i turni. Un bisogno di occuparsi del prossimo che era il tratto distintivo di Marini. «Era una persona molto meticolosa e altruista, si vedeva che ci teneva a quello che faceva da noi» lo ricordano al comando dei vigili del fuoco. Entusiamo e abnegazione non facevano difetto a Marcello in quel suo cuore grande dove c’era sempre spazio per chi aveva bisogno e che ieri lo ha tradito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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