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Aumenta il costo del pasto alla mensa universitaria
Le nuove tariffe decise dall’Azienda regionale per il diritto allo studio nell’ambito del bilancio di previsione 2017. Protestano i rappresentanti degli studenti
PISA. Aumenta il costo della mensa universitaria. Le nuove tariffe, suddivise per fasce Isee, entreranno in vigore dal primo marzo. Per un pasto completo si pagherà da un minimo di 2,80 euro (sotto la soglia dei 22mila euro annui) ad un massimo di 4,50 euro (sopra la soglia dei 75mila euro annui). Prima il minimo era sempre 2,80, ma esistevano meno fasce Isee e quel costo era previsto per tutti coloro che avevano un Isee inferiore a 36mila euro annui. Il massimo, invece, era di 4 euro a pasto.
Le modifiche sono state decise dall’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana nell’ambito del bilancio di previsione approvato pochi giorni fa. «Abbiamo deciso di rimodulare le tariffe dei pasti - spiegano dall’Azienda - per continuare a garantire un accesso equo e sostenibile alla ristorazione universitaria agli studenti economicamente più svantaggiati aumentando il prezzo del pasto, che alla tariffa massima di 4,50 euro rimane comunque ben al di sotto dei valori di mercato».
«Da parte nostra - continuano dall’Azienda - c’è l’impegno a garantire anche per il 2017 la copertura delle borse di studio a tutti gli aventi diritto riducendo i costi di gestione e ottimizzando quelli previsti per il personale. Nonostante le recenti novità sul trattamento Iva imposte dall'Agenzia delle Entrate anche per le istituzioni no profit abbiano costretto la Regione Toscana ad un trasferimento aggiuntivo di risorse al Dsu Toscana per assicurare l'erogazione della borsa di studio a tutti i vincitori che quest'anno erano oltre 1.800 in più rispetto al 2015, l'Azienda non presenta alcun deficit e si è organizzata per accantonare prudenzialmente risorse per far fronte ad eventuali future decisioni sui meccanismi del trattamento dell'imposta sul valore aggiunto. L'Azienda Dsu Toscana si è infatti sempre distinta nel panorama nazionale per una rilevante offerta quantitativa e qualitativa di servizi, promuovendo anche interventi sperimentali oltre a quelli previsti dalla normativa di riferimento, indirizzati alle fasce di reddito di solito escluse dai benefici. È il caso della borsa servizi che prevede un piccolo contributo monetario, la gratuità della mensa e agevolazioni per i trasporti pubblici a tutti i richiedenti esclusi dalla borsa di studio perché in possesso di indicatori Isee di poco superiori a quelli previsti dal bando. Soggetti che certo non possono essere consideranti abbienti. L'Azienda andrà incontro anche a questa tipologia di utenza erogando a partire dai primi giorni del 2017 circa 500 borse servizio con l'impegno di monitorare e contenere i costi di gestione al fine di dare lo stesso contributo a tutti coloro che hanno fatto domanda e sono risultati idonei».
Protestano i rappresentanti degli studenti. «A causa delle recenti novità sul trattamento Iva dell'Azienda- affermano “Sinistra per… Pisa”, “Studenti di Sinistra - Firenze” e “Link - Siena” - il Dsu Toscana si sta trovando nella necessità di accantonare circa 2.800.000 euro, tagliando di fatto sui servizi e scaricando tutte le conseguenze sugli studenti stessi. Viene infatti imposta una nuova fasciazione del servizio mensa sulla base di un aumento indiscriminato delle tariffe per tutte le fasce di reddito».
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