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Pisa

Agonia allagamenti «Ora sgravi fiscali per noi tartassati»

Agonia allagamenti «Ora sgravi fiscali per noi tartassati»

Incontro con i cittadini di San Giusto e San Marco: inascoltati dalla politica, basta con le false promesse

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PISA. «Certo certo, hanno speso soldi. Certo, le opere di mitigazione per il People Mover. Ma state scherzando vero? Non vorrete raccontarci ancora questa storia». Ecco, Gloria Ragagli qualche minuto lo concede pure a Giacomo Mazzantini. Il presidente del Ctp è arrivato a Caffè Tirreno iniziato, la Caffetteria Elisir è affollata di cittadini e dei loro racconti sul quartiere da almeno un quarto d’ora, e ovviamente il cuore di ogni testimonianza alla fine conduce tutti lì: gli allagamenti e la sicurezza idrogeologica sono un argomento-imbuto, il vicolo cieco in cui si incuneano tutte le segnalazioni, le proteste e le proposte su questo spicchio di città.

E Mazzantini ci prova a spiegare che dopo il nubifragio dell’agosto 2015 Comune e Acque spa hanno avviato verifiche sulla rete dei canali di scolo, stappato fossi tombati, costruito nuove fognature, svolto sondaggi e controlli per capire perché diavolo San Giusto e San Marco vadano sott’acqua ad ogni pioggia un po’ più intensa del normale, ma niente, la signora Gloria ha un negozio da parrucchiera in via Montanelli e «nell’anno appena passato siamo andati sott’acqua cinque volte», dice il marito, Valtere Gambini. «La strada è diventava un fiume – continua la donna – e non ci sono state precipitazioni eccezionali. Cinquanta centimetri di acqua e melma. Con gli autobus e i suv che spruzzavano un’onda sulla vetrina e finiva dentro il negozio». Così per molti servono a poco le rassicurazioni sull’utilizzo dei fondi messi a disposizione da Palazzo Gambacorti per il Ctp 4, poiché San Giusto e San Marco continuano a trasformarsi in laguna. «Ok, sappiamo che i guai per la sicurezza idraulica di questa area sono stati causati dalla costruzione della superstrada all’inizio degli anni ’90. Con la realizzazione dell’infrastruttura moltissimi fossi sono stati tombati – dice Marco Santero, residente e consigliere Ctp dei 5 Stelle – ma ci sono aspetti su cui si continua a chiudere gli occhi. Ai margini della stazione, a sud, c’è una vecchia area di riparazione dei treni ormai abbandonata da 20 anni. Su quell’enorme piazzale Ferrovie non fa manutenzione da una vita. Probabilmente i tombini sono ostruiti, non drenano più acqua, e ad ogni nubifragio la zona si allaga scaricando tutto ciò che raccoglie in via dei Cappuccini, via Sant’Agostino e via della Goletta. Negli anni noi residenti abbiamo vinto alcune battaglie: siamo riusciti a convincere Fs a bonificare i capannoni dall’amianto, e a recintarli per evitare occupazioni, ma il Comune non si è mai preso la briga di chiedere di verificare se quel piazzale faccia da tappo». Paolo Palla conosce bene la zona. «Quando ero bambino via dell’Aeroporto era ancora sterrata. Intorno era tutta palude. Non a caso via Sant’Agostino si chiamava via del Porto. Oggi per evitare che l’acqua entri in casa dalla strada, sono stato costretto a costruire, a mie spese, un rialzamento in casa e a dotarmi di una paratia». «In via Montanelli e in via Cerboni i tubi delle fognature sono troppo piccoli. Durante l’estate andrebbe fatta una manutenzione corretta delle caditoie e dei tombini». «In via Montanelli e in via Cerboni i tubi delle fognature sono troppo piccoli», sostiene Stefano Fiorentini. «Per i cittadini di San Giusto ci vorrebbe uno sgravio fiscale dato le condizioni in cui si vive per l’aria che respiriamo e gli allagamenti continui», propone Luca Casai.

Le grandi opere come il People Mover o il ponte ciclopedonale a Riglione per molti sono l’immagine di una politica sorda di fronte alle richieste dei cittadini. «Che utilità hanno? – si chiede Maria Letizia Episcopo – C’era già un collegamento ferroviario funzionante e hanno voluto smantellarlo. E c’è la Lam rossa. Le priorità sono altre, come il sistema idraulico. Prima dell’inizio dei lavori al People Mover la giunta, nel corso di una assemblea, ci disse che la sistemazione del reticolo idraulico era subordinata ai lavori della cittadella aeroportuale. Mi sono sentita offesa. Le richieste dei cittadini non sono ascoltate. E infatti gli allagamenti continuano».

«Mesi fa abbiamo chiesto al Comune un incontro sui lavori al sistema idraulico – dice Enrico De Renzi – Stiamo ancora aspettando. Eppure gli allagamenti sono sempre più frequenti. Sa qual è la verità? Che il Ctp è solo una cassa di risonanza dell’amministrazione, la partecipazione una bandierina ornamentale. Da quando è stato creato, il consiglio di partecipazione in questi anni, per la ritrosia dell’amministrazione, non ha mai organizzato un incontro in cui i cittadini potessero esporre a ruota libera le loro richieste e le loro proposte. Insomma, abbiamo dovuto aspettare che lo facesse Il Tirreno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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