Il Tirreno

Pisa

Caro fotografo, prendici per mano e facci rivivere un intero anno di cronaca

di ANDREA LANINI
Caro fotografo, prendici per mano e facci rivivere un intero anno di cronaca

di ANDREA LANINI «Per una volta, ribaltiamo la prospettiva», dice il caposervizio. «Se di solito è il fotografo a seguire le indicazioni dei giornalisti, ora saremo noi ad affidarci completamente al...

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di ANDREA LANINI

«Per una volta, ribaltiamo la prospettiva», dice il caposervizio. «Se di solito è il fotografo a seguire le indicazioni dei giornalisti, ora saremo noi ad affidarci completamente al suo sguardo. Commenteremo ciò che sceglierà di farci vedere per ripercorrere insieme ai lettori l'anno che ci siamo lasciati alle spalle». Ed ecco qua: il ritratto del 2016 "pisano" negli scatti che il fotografo del Tirreno Fabio Muzzi ha selezionato per noi, e per voi. Un collage chiaroscurale, com'è inevitabile che sia: è la cronaca, bellezza. La vita di una città lungo trecentosessantacinque giorni: le sue luci, le sue ombre. Le sue vittorie, i suoi lutti. E quelle luci e quelle ombre si fronteggiano, si intrecciano, talvolta si completano, come i capitoli di un libro il cui vero significato diventa comprensibile solo alla fine dell'ultima pagina. I file di un fotoreporter come una trama ininterrotta che il tempo saprà ricostruire: Muzzi spiega anche così il suo (affascinante) lavoro. «Immortalando la cronaca, si ha l'impressione di mettere insieme i pezzi di un mosaico infinito. Il racconto della realtà attraverso le immagini è sempre una sfida avvincente. Una fotografia non basta scattarla, bisogna prima "vederla". È un fatto di contenuti. Il valore di uno scatto sta nella quantità di informazioni che sa trasmettere. Quando i contenuti non sono quelli giusti, bisogna saper aspettare. Altrimenti si rischia di accumulare pezzi di mosaico che non troveranno mai il loro giusto incastro».

Luci, ombre e giusti incastri. Le foto riguardanti il Pisa Calcio esemplificano bene il concetto: la grande festa per la promozione in B, le partite a porte chiuse, vecchi e nuovi dirigenti. «Fabio Petroni, Vincenzo Taverniti, Fabrizio Lucchesi: prima, una speranza per il futuro; poi, un doloroso presente e un altrettanto doloroso passato. E tutto questo nel giro di pochi mesi. Quando scattai la foto di Petroni, Taverniti e Lucchesi che, in conferenza stampa, mostrano soddisfatti e sorridenti le magliette della squadra, sembrava che il Pisa, in grande difficoltà, potesse risolvere i suoi problemi. Dopo neanche un anno, il più grande problema del Pisa erano loro. Un'altra foto, un altro capitolo: l'esultanza del neo presidente Giuseppe Corrado. Oggi la speranza per il futuro ha il suo nome».

Dal calcio alla scherma. I Mondiali che fanno tappa a Pisa, la presenza dell'atleta azzurra Beatrice Bebe Vio, oro alle Paralimpiadi di Rio. «Certo, avevo tante foto di Bebe in pedana; ma alla fine ho scelto questa. Colpisce la serenità degli sguardi di questi due giovani sportivi, Bebe e il suo amico-allenatore. Un momento di tenerezza profonda, che sa di complicità, di vera solidarietà: un valore che lo sport dovrebbe insegnare sempre». Una giovane coppia percorre il camminamento in quota delle mura medievali cittadine: dopo tanto tempo, Pisa riscopre uno dei suoi volti più antichi e suggestivi. Da lassù, lo sguardo sulla bianca magnificenza dei gioielli di Piazza dei Miracoli è sbalorditiva. Anche le Frecce Tricolori, che qui vedete in volo sul lungomare di Tirrenia durante l'esibizione dell'11 settembre, hanno tributato, durante i giorni dell'Air Show, un applauditissimo omaggio alla Torre Pendente. In un altro scatto di Muzzi la vedete vestita di luce viola: come altri celebri monumenti, anche il simbolo di Pisa aderiva alla giornata internazionale contro l'epilessia.

La cronaca giudiziaria, la nera. La risonanza della sentenza Logli. Le violenze sui piccoli dell'asilo, la morte, a Calambrone, della bambina picchiato dal patrigno. Nessun volto, nessun luogo riconoscibile: «Per fortuna, le norme che tutelano l'esposizione mediatica dei minori si sono fatte sempre più stringenti. Nei pressi dell’asilo c'era questo cartello stradale: in quel momento, gli passava dietro un elicottero dei carabinieri. Pur non mostrando niente, si poteva far capire tutto. A Calambrone, dove quella povera bambina viveva, il giorno dopo la sua scomparsa trovammo quei fiori, quel peluche. Accanto, l'avviso dei carabinieri relativo al sequestro penale dell'area. Non c'era bisogno di altro, per trasmettere il senso di quella tragedia».

Le ombre, le luci. Le luci che diventano magia grazie al cinema: la grande mostra di Palazzo Blu dedicata ai fasti delle produzioni Pisorno-Cosmopolitan, quando Tirrenia sembrava Hollywood. E Claudia Cardinale, per sempre divina, a passeggio sui lungarni. Le luci dell'arte, grazie a Palazzo Blu e alla mostra su Dalì. E poi l'Arno, la paura gelida che le sue piene, ogni inverno, fanno salire. Anche questa volta, per fortuna, senza alcun danno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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