Il Tirreno

Pisa

LA DENUNCIA DELLA CISL

«Restano ancora i pericoli per chi viaggia sui bus»

«Restano ancora i pericoli per chi viaggia sui bus»

PISA. È un fenomeno che diventa emergenza quello della sicurezza negata sui bus di linea. Segnalazioni continuano ad arrivare alle organizzazioni sindacali «e anche di una certa gravità» sottolineano...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. È un fenomeno che diventa emergenza quello della sicurezza negata sui bus di linea.

Segnalazioni continuano ad arrivare alle organizzazioni sindacali «e anche di una certa gravità» sottolineano le sigle provinciali Fit-Cisl e Faisa-Cisal.

Furti, scippi, pestaggi, atteggiamenti minacciosi o di spavalderia che ogni giorno gli autisti, i verificatori e l'utenza sono costretti a subire in maniera passiva, augurandosi soltanto che ciò che gli capita non evolva in maniera ancora peggiore o addirittura paradossale.

All'incirca un anno fa i sindacati Fit-Cisl e Faisa-cisal chiesero a gran voce alla Ctt Nord i vigilantes sugli autobus, ma lanciarono anche un appello al nuovo prefetto Attilio Visconti perché si facesse carico della situazione per quanto di sua competenza.

«Dobbiamo notare, con molto rammarico, che nessuna delle iniziative prese dalle autorità competenti per garantire un livello di sicurezza maggiore si è rivelata efficace, al punto che la situazione è decisamente peggiorata e questo sicuramente non per cattiva volontà da parte delle forze dell'ordine, che sono sempre solerti ed efficaci quando intervengono - denunciano i sindacati -. Il nostro risentimento più forte è dovuto alla totale e completa esclusione dei sindacati da tutti i tavoli dove si parla di sicurezza ed ordine pubblico. L'indifferenza mostrata fino ad oggi nei confronti delle nostre opinioni e delle nostre denunce, sta, secondo noi, alla base del fallimento di tutte le azioni fino ad ora messe in campo per arginare i fenomeni delinquenziali che ci assillano». I sindacati hanno nel cassetto diverse proposte, dall’uso delle girelle antievasione fino all'impiego di personale di vigilanza.

C’è poi la sicurezza nei servizi davanti alle scuole. «Anche qui bisogna lamentare, a dispetto di un impegno iniziale conseguente alla disgrazia di Pontedera, l'abbandono o comunque il disimpegno da parte dei soggetti competenti nei confronti di un fenomeno che ha tutte le caratteristiche di un problema di ordine pubblico – proseguono –. Ci riferiamo in particolar modo al complesso Marchesi a Pisa e allo stadio Mannucci a Pontedera. Anche qui facciamo fatica a essere ascoltati, eppure se qualcuno lo avesse fatto due anni fa, vedi articoli di denuncia comparsi sui vari organi di stampa, forse quello che è tragicamente successo si sarebbe potuto evitare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera