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Donazione degli organi, 380 consensi e 52 dinieghi
PISA. Donare gli organi è un gesto di grande altruismo e di altrettanta responsabilità. Per non demandare ad altri una decisione così importante i cittadini maggiorenni possono esprimere la propria...
PISA. Donare gli organi è un gesto di grande altruismo e di altrettanta responsabilità. Per non demandare ad altri una decisione così importante i cittadini maggiorenni possono esprimere la propria volontà al momento del rilascio o del rinnovo della carta di identità. Da giugno, infatti, all'ufficio anagrafe, in merito alla donazione di organi e tessuti, sono stati registrati 380 consensi e 52 dinieghi, che si aggiungono alle dichiarazioni raccolte da oltre quarant'anni da Aido. In pratica, l'impiegato dell'ufficio anagrafe chiede di dichiarare la propria volontà. Non è obbligatorio rispondere, in caso di diniego non sarà trascritto sul documento. Se il cittadino lo richiede può essere trascritto il sì. Tutti i dati raccolti , sia positivi che negativi, verrano immagazzinati in un database nazionale del Ministero della Salute, consultabile 24 ore su 24. È possibile cambiare idea, basta comunicarlo allo stesso ufficio, fa fede l'ultima dichiarazione.
«Oggi è possibile esprimere allo sportello comunale - ha detto il vicesindaco Paolo Ghezzi - ciò che in passato era demandato soltanto ad alcune associazioni, tra cui l'Aido, che rilasciava una tessera. I vantaggi sono evidenti: attraverso le Asl, i Comuni e l’Aido si può entrare in un registro molto più ampio e al momento del decesso si può consultare la banca dati nazionale, che ad oggi comprende sia i 10.075 tesserati Aido (dai primi anni ’80 ad oggi) sia i 380 arrivati da giugno ad oggi, compresi i 52 dinieghi. Presso le Asl, dal 1999 si sono dichiarati favorevoli 288 persone, contro 15 opposizioni.
«I dati regionali registrano 31.000 volontà positive contro 3.200 negative; sempre a livello regionale le iscrizioni all'Aido sono state 88.000, di cui 13.000 solo in provincia di Pisa. Il merito va attribuito al buon lavoro fatto dalle associazioni», ha concluso Ghezzi.
«Pisa - ha commentato il sindaco Marco Filippeschi - si pone come testimone privilegiata della necessità civile dell'atto di donazione anche in quanto sede di una grande scuola di trapiantologia. Abbiamo incrociato queste esperienze. Quando facciamo riunioni con associazioni di familiari pazienti, rileviamo sempre un appello accorato alla donazione. Costituire una grande banca dati, intercettando la sensibilità dei cittadini al momento giusto, è una possibilità data dal legislatore molto rilevante, perché può cambiare la risposta: a volte non si sa e non si trova il modo. Ho già firmato un protocolo di condivisione che dovrebbe impegnare tutti i Comuni della provincia e dovrebbe rispecchiarsi anche in un'azione di sensibilizzazione fatta coi nostri mezzi».
Renata Viola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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