Il presidio
Donna massacrata di botte alla stazione centrale di Pisa
Arrestato un marocchino di 40 anni. Lei ferita con pugni e bottigliate
PISA. La polizia ferroviaria di Pisa ha arrestato, nell’atrio biglietteria della stazione Centrale, un uomo di 40 anni per lesioni gravi nei confronti di una donna, sua compagna, e resistenza a pubblica ufficiale nei confronti degli agenti intervenuti.
In particolare si è pervenuti all’arresto in quanto alle ore 22 circa del 27 dicembre la donna, come da lei stessa riferito, era giunta in stazione proveniente da Livorno ed una volta entrata nel corridoio che dal primo binario porta all’atrio biglietteria, incontrava il marocchino. Quest’ultimo alla vista della donna improvvisamente le sferrava un pugno al volto e continuandola a colpire con i pugni la chiudeva in un angolo del corridoio tra il distributore delle bibite e la porta di accesso al binario, dopodiché le toglieva dalle mani una bottiglia di vetro ed iniziava a colpirla con la stessa. L’aggressione durava numerosi istanti durante i quali l’uomo colpiva con la bottiglia la donna al volto, alla testa e alle mani, con le quali quest’ultima tentava di parare i colpi; i colpi erano talmente violenti e vigorosi che la bottiglia si frantumava ma la cosa non faceva desistere l’uomo dal continuare il suo accanimento verso la vittima, che anzi continuava a colpirla provocandogli numerosi tagli in varie parti del corpo.
Dopo l’aggressione il marocchino lasciava la vittima a terra e si allontanava. Nel frattempo una persona che aveva assistito alla violenza avvisava la pattuglia in servizio di vigilanza che, informata dell’accaduto ed avuta la descrizione dell’aggressore, si metteva immediatamente alla sua ricerca mentre altri due agenti prestavano soccorso alla donna. Quest’ultima si presentava alla loro vista con la testa ed il volto completamente coperto di sangue, richiedendo urgentemente l’ausilio di un’ambulanza che, vista l’urgenza, sopraggiungeva dopo pochissimi minuti. La donna alla vista degli agenti riferiva che il responsabile dell’aggressione era il suo compagno del quale riferiva le generalità, persona peraltro conosciuta per i suoi precedenti di polizia. La ricerca dell’individuo durava pochi minuti, in quanto il responsabile, mentre la donna veniva soccorsa dal personale medico intervenuto sul posto, entrava all’interno dell’ambulanza cercando nuovamente la lite. In quel momento veniva bloccato dagli operatori e condotto in ufficio, dove assumeva un atteggiamento aggressivo e minaccioso, rifiutandosi dapprima di indicare le sue generalità e successivamente colpendo con calci, pugni e testate la porta dell’ufficio ed il vetro dell’ingresso, resistendo agli operatori che cercavano di calmarlo e che quindi alla fine lo immobilizzavano con le manette di sicurezza.
Dalla visione delle telecamere del sistema di videosorveglianza della stazione veniva confermata in pieno la versione dei fatti fornita dalla donna, così come dalle dichiarazioni rese dal testimone che aveva dato l’allarme. Inoltre sul luogo dell’aggressione venivano trovati a terra numerosi frammenti di vetro insanguinati misti a capelli, provenienti dalla bottiglia usata dall’uomo per colpire la donna, che venivano acquisiti e sequestrati.
Una pattuglia si recava poi presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello per interrogare la vittima dell’aggressione, avvenuta senza alcuna spiegazione ed in modo improvviso. La stessa riferiva di avere con l'uomo una relazione da circa un anno e di convivere saltuariamente.
Considerata la flagranza di reato e la pericolosità dell’uomo, desumibile sia dai numerosi precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio che dal fatto che era anche sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione ai carabinieri di Cascina, il marocchino veniva arrestato e processato per direttissima. In sede di udienza il giudice stabiliva la misura cautelare in carcere in attesa del dibattimento e pertanto l'uomo veniva rinchiuso nel carcere Don Bosco di Pisa.
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