Il presidio
Stazioni fantasma e bici inservibili La beffa va a pedali
Il servizio di bike sharing è in piena decadenza Manca la manutenzione, proteste degli utenti
PISA. Selle che miran le stelle o il sole. Catene orfane di fantasmi.
Il servizio cittadino di bike sharing, denominato “Ciclopi”, non sembra esercitare il grande appeal che aveva suscitato tre anni fa quando partì. Eppure, dovrebbe essere un servizio fondamentale per la nostra città, che vive di lavoratori pendolari e di studenti che si muovono servendosi proprio della bicicletta. Lo stesso sito internet di “Ciclopi” evidenzia: “Ciclopi è il nuovo servizio di bike sharing della città di Pisa e di tutti coloro che la frequentano per lavoro, svago o turismo. Le stazioni distribuite sull’area urbana consentiranno di vivere la città su due ruote, di spostarsi autonomamente scegliendo il proprio percorso e decidendo i propri tempi. Abbonandosi al servizio è possibile prelevare la bicicletta in una delle stazioni presenti in città e depositarla in una qualsiasi, purché con posti liberi. Pensato per gli spostamenti brevi, il bike sharing oggi rappresenta la forma di spostamento urbano più conveniente, sia in termini di tempo sia in termini economici. Grazie alla card elettronica è possibile utilizzare la bicicletta tutti i giorni 24 ore su 24 evitando traffico e problemi di parcheggio”.
Ebbene, nelle settimane scorse, una nostra lettrice ci ha inviato un dettagliato resoconto (con giorni ed orari) in cui il servizio Ciclopi era inutilizzabile. Lo potete leggere nella pagina a fianco. Il tutto sull'asse principale che è quello tra stazione, via Paparelli, piazza Martiri della Libertà (piazza Santa Caterina) e Borgo stretto. La nostra “lettrice-sentinella” fa la pendolare da Pontedera. Arriva alla stazione centrale di Pisa e vorrebbe usare la bicicletta per raggiungere il centro.
Abbiamo verificato quanto riportato dalla lettrice, ampliando il raggio delle sue segnalazioni. Alle 12 di alcuni giorni fa, le circa 20 postazioni del bike sharing alla stazione ferroviaria erano praticamente vuote. C'erano solo due bici che purtroppo avevano le selle tutt’altro che pronte all’uso, cioè inclinate verso l'alto. Sarà un caso, ma sono rimaste lì. Solo quelle due. Attraversando piazza della Stazione, si arriva in piazza Vittorio Emanuele. Lì, c'è un'altra stazione della Ciclopi. La situazione non è molto dissimile. C'è una bicicletta con la catena a terra e una con la ruota sgonfissima. Altre biciclette non ce ne sono. Immaginiamo, dunque, in pieno periodo natalizio, quante e quali proteste possano essere arrivate al front office della mobilità sostenibile a Pisa, dopo non aver trovato un mezzo a due ruote per cui si è magari pagato.
Già, perché per il bike sharing pisano si paga. Si può obiettare se sia tanto o poco, ma si pagano 35 euro all'anno. A disposizione, ci dovrebbero essere 200 biciclette distribuite su 24 stazioni, biciclette perfettamente funzionanti. Così, evidentemente, non è. Anche perché stando ad alcune testimonianze, una volta regolarmente pagato, la bicicletta, per qualche inghippo meccanico-elettronico, talvolta non si sgancia. L’aspetto forse peggiore, però, è la condizione delle selle. Moltissime di esse presentano una forte usura, sono rotte, l'imbottitura è a vista. Tradotto: con la prima pioggia si inzuppano di acqua e si ritorna ai "santi vecchi", e cioè al celeberrimo sacchino di plastica che deve essere fatto calzare sulla sella onde evitare di bagnarsi i vestiti. E che dire dei fanalini posteriori? Sono rotti in molte biciclette. Il Codice della Strada parla chiaro in proposito, e cioè che dopo mezz'ora dal tramonto, le bici devono essere dotate di luci altrimenti il velocipede deve essere condotto a mano. I fanali posteriori, come testimoniano le foto, sono spesso rotti.
Continuando nel nostro tour, la stazione di largo Bruno Pontecorvo presenta biciclette con selle rotte e fanali distrutti. In via Cavour, zona teatro Verdi e Tribunale, non c'è una bici disponibile. Strapiena, invece, è la postazione di bike sharing di Borgo Stretto. Il problema si sposta allora sulla questione della manutenzione. Fino a due-tre anni fa, il servizio era ineccepibile a detta degli stessi utenti. Ora invece, essendo passato un po' di tempo, si dovrebbe investire di più sul servizio di manutenzione. Le selle infatti devono essere sostituite o registrate in modo che possano esser utilizzate. Inoltre, c’è una stazione Ciclopi, che dovrebbe essere stata inaugurata a luglio, non ancora attiva. Il problema sembra sia dovuto al fatto che la postazione si trova in territorio "straniero", in area cioè di competenza territoriale del Dsu (Azienda per il diritto allo studio universitario) della Regione Toscana. A causa di una matassa burocratica, la stazione allo stato attuale non può essere allacciata alla rete elettrica cittadina.
Pisa, visto che sta scalando le classifiche delle città più smart per quanto attiene proprio alla mobilità sostenibile, dovrebbe o potrebbe rivedere questo tipo di servizio, che è comunque a pagamento. Al tempo stesso, dovrebbe riprendere la manutenzione delle rastrelliere, visto che dopo il repulisti di qualche mese fa, ora sono di nuovo piene di biciclette vandalizzate, ridotte solo a un telaio-scheletro.
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