Il Tirreno

Pisa

Ladri due volte in casa per portar via la cassaforte

di Luciano Bartalini
Ladri due volte in casa per portar via la cassaforte

L’hanno smurata a colpi di mazza: è accaduto in una abitazione di Pappiana. Il primo tentativo nel pomeriggio fallito perché avevano fatto troppo rumore

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SAN GIULIANO TERME. Sfondano la cassaforte a muro con colpi di mazza nel pomeriggio e la sera ritornano per finire con calma il lavoro. È successo nella settimana di Natale in via Cherubini, a Pappiana, ,nell’abitazione a due piani di Vittorio Papini. I ladri sono entrati da una piccola finestra sul lato sud del piano terra dopo averla forzata alla base con un arnese da scasso. Il Papini era con la moglie al piano superiore mentre sotto, nell’appartamento del figlio Andrea, non c’era nessuno. Una prima detonazione avvertita intorno alle 18,30 ha messo in allarme la coppia al punto da pensare inizialmente all’esplosione della caldaia, poi una sequenza di altri colpi ha fatto intendere che il problema era ben diverso tanto da telefonare alle autorità mentre la donna decideva di scendere per vedere cosa stesse succedendo. Non appena girato l’angolo dell’abitazione si è trovata di fronte uno sconosciuto che con accento meridionale l’ha apostrofata in modo intimidatorio con tanto di indice puntato «Torna subito di sopra!».

Attimi di smarrimento poi la corsa concitata per le scale in attesa dell’arrivo dei soccorsi. L’incontro ravvicinato con la donna ha indotto i ladri a desistere anche per il fatto che nella sequenza dei colpi la porta della cassaforte era rimasta bloccata a metà non consentendo di prelevare il tutto. «Quando ormai tutto si era placato - afferma ancora scosso il Papini – ho fatto un giro della casa per capire in che modo fossero arrivati. Vicino all’ulivo, in un angolo del giardino ho rinvenuto il portafogli di mio nipote e mi sono sollevato quando mio figlio mi ha detto che non conteneva niente di importante. L’avvallamento della rete di recinzione della casa accanto era invece una traccia evidente del loro punto di passaggio come il disordine sotto una pensilina dove tra i miei attrezzi mancava proprio la mazza con cui avevano sfondato la cassaforte».

È stato l’ultimo controllo fatto per scrupolo dopo l’ora di cena a riservare un’altra amara sorpresa. «Nel girare intorno alla casa – aggiunge il Papini – ho notato la finestra forzata ancora aperta nonostante fossi sicuro di averla richiusa. Sono andato allora all’ingresso principale ma la porta era chiusa dall’interno con la catena. Erano tornati e si erano chiusi dentro per finire il lavoro. Quando mi hanno sentito si sono defilati aprendo una finestra sul retro per poi sparire nel buio».

Ingente il danno subito per quanto sottratto in cassaforte insieme ad alcuni effetti personali trovati in casa.

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