Il Tirreno

Pisa

Dentro il Pd si fa largo la fazione anti-primarie

Dopo il precedente di Cascina le perplessità espresse da Maria Chiara Carrozza sono condivise dagli assessori Sanzo e Capuzzi. Il confronto con la coalizione

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PISA. «Sono contento di essere stato il primo, insieme a Sandra Capuzzi, ad aver lanciato il segnale di preoccupazione. Lo dico con rispetto personale e con la voglia di ricompattare il partito, anche localmente. Condivido in pieno l’intervista dell’onorevole Carrozza e spero in una risposta un po’ meno banale e più politica». Così Salvatore Sanzo, assessore comunale, dopo l’intervista al Tirreno di Maria Chiara Carrozza nella quale ha espresso tutte le sue perplessità sulle primarie per il candidato sindaco del Pd e del centrosinistra nel post-Filippeschi, soprattutto alla luce del precedente di Cascina.

Se Sanzo era stato il primo ad uscire allo scoperto, Maria Chiara Carrozza ha aggiunto: «Primarie come quelle di Cascina a Pisa non farebbero bene. Da statuto sarebbe meglio farle. Però in momenti di difficoltà temo primarie divisive, che rischiano di diventare una sorta di Pd contro se stesso, soprattutto se dalle altre parti avremo candidature forti». Poi ha aggiunto: «Auspico un confronto sui programmi, con un’analisi onesta di quello che funziona e di quello che si può fare meglio. Il discorso del sindaco in occasione degli auguri di Natale mi sembra abbia messo in luce le cose che sono andate bene, che sono tante. Ma poi, per avere una proposta politica, bisogna trasformarla attraverso un confronto con i cittadini e con la realtà. In pratica, dobbiamo capire i cittadini da Putignano fino a Marina cosa desiderano. Non so se le primarie siano lo strumento giusto».

Sia Sanzo che Carrozza sono considerati tra i possibili candidati. Entrambi, in particolare l’assessore, legano l’eventualità ad una scelta diretta senza passare per le primarie. Un’idea condivisa anche da altri esponenti dem. Quasi una fazione che sta emergendo. Lo strumento delle primarie è però previsto dallo statuto. E in città sembra variegato l’elenco di coloro che sono disponibili a farle per correre alla principale poltrona di Palazzo Gambacorti. Per questo, come dicono dai vertici del partito, le primarie restano previste. Si ricordi inoltre la richiesta di anticipare a fine febbraio il congresso locale: un altro snodo che potrebbe cambiare lo scenario. Senza dimenticare che anche gli alleati delle liste civiche potrebbero farsi avanti. In quel caso le primarie ci sarebbero comunque.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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