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Canoni più alti per i rimessaggi Confcommercio e Cna contro

PISA. «I rimessaggi della golena d’Arno rischiano seriamente di chiudere e l’assessore Bugli, invece di rispondere nel merito, non trova di meglio che accusarci di fare politica». E’ stato duro lo...

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PISA. «I rimessaggi della golena d’Arno rischiano seriamente di chiudere e l’assessore Bugli, invece di rispondere nel merito, non trova di meglio che accusarci di fare politica». E’ stato duro lo scambio dialettico avvenuto in diretta sull’emittente Punto Radio di Cascina tra l’assessore regionale al bilancio Vittorio Bugli e il direttore di ConfcommercioPisa, Federico Pieragnoli, sul tema degli incrementi esponenziali dei canoni che gravano sui rimessaggi d’Arno.

Pieragnoli ha ribadito con forza, nonostante il diniego in diretta dell’assessore regionale, l’entità degli aumenti: «Indipendentemente da quello che dicono i funzionari della Regione, con i nuovi criteri di calcolo si passerà a dover pagare da una media di 4mila euro agli oltre 26mila euro del 2017, con un aumento del +600%. A questo incremento si aggiunga l’aggravio di un’imposta regionale elevata al 50% e la richiesta degli arretrati degli ultimi 5 anni che la Regione considera dovuti e che la Provincia non aveva mai riscosso. Una vera e propria mazzata, che rischia di cancellare 50 aziende e 400 posti di lavoro, questa è la verità che nessuno, neanche la Regione, può negare».

Divergenze tra l’assessore Bugli, che ha accusato l’interlocutore «di fare politica» e Pieragnoli anche sull’esito dell’incontro in Regione avvenuto con alcuni rappresentati dei rimessaggi martedì scorso, che l’assessore Bugli considera positivo. La replica di Pieragnoli: «Io non faccio politica, rappresento gli imprenditori e l’incontro in Regione non ha modificato in nulla la situazione. A fare politica con i soldi di cittadini e imprese è proprio l’assessore, se ci risolve il problema battiamo le mani, viceversa protestiamo».

In ogni caso, l’assessore regionale al bilancio ha confermato l’impegno ad un approfondimento della questione ai primi di gennaio, con un sopralluogo dei tecnici della regione sulla golena d’Arno.

«Gli oneri sulle concessioni ed i canoni del demanio idrico deliberati dalla Regione Toscana mettono in forte difficoltà le imprese, soprattutto le piccole, che rischiano in taluni casi la chiusura delle attività», è la posizione di Cna Toscana, che si dichiara «impegnata fin da subito per una revisione del sistema tariffario ed impositivo sulle concessioni e canoni del demanio idrico che riduca l’importo dei canoni, riveda la classificazione delle attività tenendo in debita considerazione le microimprese e rivedendo il sistema per il calcolo forfettario, oggi penalizzante per le imprese con consumi contenuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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