Il presidio
Il decoro della città salvaguardato da migranti e volontari
PISA. Volontari e migranti uniti per rendere più decorosa la città. Sono arrivati a bordo di un vecchio pullmino della Croce Rossa Italiana, "armati" di detergenti, spugne, scope e quella volontà di...
PISA. Volontari e migranti uniti per rendere più decorosa la città. Sono arrivati a bordo di un vecchio pullmino della Croce Rossa Italiana, "armati" di detergenti, spugne, scope e quella volontà di rendersi utili al territorio che li ospita. Scoprendo quel volto sempre più nascosto del fenomeno dell'immigrazione: il desiderio di integrazione e di una vita autonoma. Loro, una ventina di migranti ospitati nelle strutture dell'ex Cottolengo (230 i presenti negli immobili di via San Jacopo), nel comune di San Giuliano Terme, si sono rimboccati le maniche. Dopo aver frequentato degli appositi corsi, sono diventati volontari della Croce Rossa Italiana e, quando necessario, scendono in campo per aiutare la città e chi, come loro, ha bisogno di aiuto per cercare di spalancare le porte del futuro. Divisi in due squadre, ieri mattina hanno ripulito e lucidato largo Ciro Menotti e piazza Chiara Gambacorti, offrendo ai tanti che, soprattutto in vista dei giorni festivi, popoleranno il centro cittadino luoghi privi di scritte e manifesti. Si sono presentati armati di pettorine, guanti e spugne. Con l'aiuto di qualche volontario hanno iniziato a ripulire i grandi vasi di largo Ciro Menotti dalle scritte e dallo spray che, nel corso del tempo, li hanno ricoperti. In pochi minuti, sono tornati candidi. Lo stesso trattamento è stato riservato alle tante colonne dello spazio in Borgo Stretto, ripulite dalle scritte e da decine di manifestini. In contemporanea, una seconda squadra ha operato in piazza Chiara Gambacorti, pulendo e lucidando le panchine di marmo bianco, i lampioni e il selciato. «Questa è solo una piccola parte dei tanti ragazzi ospitati nella struttura di San Giuliano Terme - spiegano i volontari della Croce Rossa Italiana, che gestisce l'immobile, mentre dispensano consigli e indicazioni ai migranti -. Come associazione abbiamo avviato un percorso per cercare di coinvolgere questi ragazzi in iniziative di utilità sociale e per far conoscere alle persone la voglia di integrazione e di lavorare di questi ragazzi». Tutti tra i 18 e i 25 anni, di origini africane, scappati in Libia dalla guerra e dalla miseria che da anni stanno affamando i loro Paesi di origine. Nello stato nordafricano, la loro speranza di rinascita si è però eclissata di fronte alle violenze che hanno subito. Imprigionati e sfruttati come manovalanza gratuita. Fino alla fuga e allo sbarco in Italia su uno dei tanti barconi giunti sulle nostre coste. A Pisa, coltivano il desiderio di una nuova vita. Che passa anche attraverso il coinvolgimento in lavori di pubblica utilità. (d.r.)
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