Il Tirreno

Pisa

Chirurgia al top Ma cuore e pancreas...

di Mario Neri

Le pagelle ai policlinici: Cisanello resta primo in Italia per la tiroide, ma alcuni settori forti scricchiolano

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PISA. La migliore chirurgia della tiroide d'Italia e la più completa d'Europa. In vetta alle classifiche nazionali in quasi tutti i settori legati agli interventi sui tumori. Ma per il policlinico pisano non ci sono solo luci nell’ultimo Programma nazionale esiti elaborato dall’Agenas. Le pagelle dell’Agenzia sanitaria del ministero della Salute e delle regioni fanno suonare anche qualche campanello d’allarme. Non solo per una cardiochirurgia che resta il settore più debole, e dove preoccupano non solo i tassi di mortalità su alcuni interventi chiave come il by-pass dell’aorta, ma anche la crescita significativa della mortalità dei pazienti ricoverati per infarto del miocardio (dal 9 al 12% in un anno). Ma la nota stonata è soprattutto il calo in alcune discipline strategiche.

Seppure, a livello nazionale, la Toscana resti la locomotiva della sanità, trainata proprio dai risultati di ospedali come Careggi e Cisanello e Santa Chiara in tutte le chirurgie del tumore, il policlinico pisano sconta qualche arretramento. Eccellenza regionale assoluta negli interventi al pancreas, quest’anno esce però dal podio nazionale. Dal secondo posto passa al quarto, colpa di una riduzione forte del numero dei casi trattati: dai 152 pazienti operati nel 2014, si è passati a 103 nel 2015, mentre il Pederzoli di Peschiera del Garda, il San Raffaele e il policlinico di Verona sono cresciuti, quest’ultimo passato da 162 a 274 casi.

Perché spesso in sanità i volumi di ricoveri e interventi elevati presuppongono anche standard di efficienza molto alti. Certo dai dati Agenas il policlinico diretto da Carlo Tomassini emerge come un centro multidisciplinare dove si curano tutte le patologie rimanendo entro le prime venti posizioni in Italia: così Pisa è al secondo posto per gli interventi al retto e al rene, terza negli interventi al fegato e al colon (qui finisce sul podio grazie a un balzo nelle operazioni, passate da 293 a 338), quinta per quelli allo stomaco. Cisanello, poi, è sempre nella top ten nazionale per la chirurgia sul tumore al polmone, ma subisce il sorpasso di Careggi e perde due posizioni finendo al settimo posto a causa di un calo dei casi, passati da 271 a 250.

È in ottima posizione con la neonatologia in Toscana, ma a livello regionale i migliori risultati, in particolare per il minor numero di complicanze al parto, li ottiene il Lotti di Pontedera.

Ancora un faro per tutta Italia la chirurgia della tiroide. Non ce n’è una così completa in tutta Italia. Nelle operazioni per tumore è ormai una dominazione scientifica. L’Aoup è prima nel Paese con 854 casi, seguita da Padova con 522 e il Gemelli di Roma con 422. Merito del centro di Endocrinologia e endocrinochirurgia guidato da Paolo Vitti (ha ereditato l’incarico da Paolo Miccoli, diventato memebro di un’organo del ministero dell’Istruzione), ma anche di una accademia della tiroide craeta anni fa da Aldo Pinchera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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