Il Tirreno

Pisa

dopo lo scioglimento di sel

Una nuova sinistra propositiva

Scaramuzzino: Pisapia? Guai a diventare una corrente esterna del Pd

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PISA. Nei giorni scorsi è stata archiviata l’esperienza di Sel dopo lo scioglimento decretato, non senza polemiche, dal coordinamento provinciale fino ai vertici nazionali.

Le prospettive della sinistra sono viste in questa intervista da Carlo Scaramuzzino, che è stato tra i fondatori di Sinistra Ecologia Libertà, presidente dell’assemblea regionale fino allo scioglimento e ora è tra i componenti del comitato organizzatore di Sinistra Italiana a livello toscano.

Scaramuzzino, lei in politica è sempre stato nello schieramento di sinistra: come sta vivendo questi momenti?

«Con fiducia e speranza. L’eredità di Sinistra Ecologia Libertà, anche con le sue sconfitte, sarà a disposizione del nuovo soggetto, Sinistra Italiana, che muoverà i primi passi a febbraio in un campo di macerie del riformismo non solo italiano. Sono ancora convinto che la sinistra debba provare a cogliere i fiori che stanno sbocciando in Italia ed in Europa; penso alla grande partecipazione, soprattutto giovanile, per il Noal referendum».

Non crede che quello che sta per nascere possa rappresentare un altro partitino di sinistra destinato al fallimento?

«E’ chiaro che penso ad una sinistra di governo, propositiva, che riesca a dare voce anzitutto alla rabbia ed alla disperazione di chi non ha lavoro e diritti. Per rincorrere il populismo, Renzi ha ucciso il centrosinistra, dando titoli riformatori ad un sistema di leggi profondamente liberiste ed antipopolari: Jobs Act, Sblocca Italia, Buona Scuola, Riforma Costituzionale. Sinistra Italiana sbaglierebbe di grosso se provasse soltanto a diventare una corrente esterna del Pd renziano, come propone Pisapia».

E allora quale ritiene possa essere la collocazione del nuovo soggetto politico di sinistra?

«Si è sinistra di governo anche stando all’opposizione e con una proposta di alternativa possibile e praticabile. Ci sono esperienze in tal senso in Europa e nel mondo. Nella situazione contingente la questione morale, per come l’ha vissuta Berlinguer, è centrale».

Ma non crede che su quest’ultimo tema ormai il Movimento 5 Stelle abbia fatto breccia conquistando una larga fetta di elettorato anche dalla vostra parte?

«Ritengo il Movimento 5 Stelle un arcipelago, con posizioni che spaziano da Che Guevara allo Studio Previti e che, messo seriamente alla prova, sta mostrando tutte le sue contraddizioni».

In conclusione, lei crede che la sinistra possa ancora avere un suo futuro e non in posizioni marginali...

«Certo. Il liberismo ed il renzismo hanno distrutto le speranze di intere generazioni. La sinistra, con la sua storia, può ancora dare una risposta alla domanda inevasa di futuro che milioni di italiani si pongono». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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