Il Tirreno

Pisa

Omicidio Ashley Olsen: Cheik Diaw condannato a 30 anni

Cheik Diaw
◗
Cheik Diaw

La 35enne statunitense è stata uccisa nella sua casa di Firenze il 9 gennaio scorso. Diaw dovrà pagare 450mila euro a favore della famiglia

2 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Il 27enne senegalese Cheik Diaw è stato condannato a 30 anni di reclusione dalla corte di assise di Firenze per l'omicidio di Ashley Olsen, la 35enne statunitense uccisa nella sua casa di Firenze il 9 gennaio scorso. La corte non ha riconosciuto l'aggravante della crudeltà.
Diaw, fermato dalla polizia il 14 gennaio scorso, era l'unico imputato nel processo per la morte della ragazza. Al momento della lettura sentenza hanno assistito il padre, la madre, il fidanzato e molti amici di Ashley. Presenti anche il fratello e alcuni amici di Diaw.
 
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.14607782:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/cronaca/ashley-la-giovane-americana-uccisa-a-firenze/55907/57113]]
 
Il 27enne è stato condannato anche al pagamento di 450mila euro complessivi di provvisionale a favore della madre, del padre e della sorella di Ashley, costituitisi parte civile. Il senegalese, difeso dagli avvocati Federico Bagattini e Antonio Voce, era finito a processo a seguito del decreto di giudizio immediato emesso dal gip di Firenze Matteo Zanobini, che aveva accolto la richiesta della procura di Firenze in base all'evidenza della prova emersa dalle indagini.
 
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.14607793:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14607793:1652432070/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
 
I LEGALI DI DIAW: RICORREREMO IN APPELLO
Annunciano il ricorso in appello i legali di Cheik Diaw. «C'è da lavorare per l'appello - ha affermato Federico Bagattini, che difende il senegalese insieme al collega Antonio Voce - e dobbiamo essere più convincenti per arrivare a un'assoluzione». «Si tratta di una sentenza negativa per noi - ha proseguito Bagattini - l'unica consolazione  che è stata esclusa l'aggravante della crudeltà. Abbiamo fatto bene a seguire il rito ordinario, la pena sarebbe stata identica nell'abbreviato».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera