Il presidio
Buio e silenzio per la marcia contro le stragi
Iniziativa spontanea per essere vicini ad Aleppo e ai fatti di Berlino: la Torre spegne le luci
PISA. Di fronte a certe atrocità non si può stare fermi. Ed è per questo che un gruppo di cittadini ha promosso una marcia di solidarietà rivolta alla popolazione siriana, da mesi vittima di una guerra atroce. In seguito alla strage al mercato natalizio di Berlino, che lunedì 19 ha ucciso 12 persone e ferito altre cinquanta, l'iniziativa si è trasformata in un abbraccio simbolico alle vittime della guerra e del terrorismo. L'amministrazione ha aderito all'appello nato spontaneamente e l'Opera Primaziale ha acconsentito allo spegnimento delle luci della Torre Pendente per qualche minuto. «Questa manifestazione simbolica è nata per ricordare la strage continua vissuta dalla città di Aleppo, ma oggi dobbiamo dedicarla anche alle vittime dell'attentato terroristico di Berlino. Un'altra grande città europea colpita nel cuore - ha commentato il sindaco Marco Filippeschi -. Non possiamo accettare quanto accade come se fosse normale. Il senso della nostra presenza qui è un segnale di reazione forte. Prima dei conflitti che non si placano ci sono le ingiustizie che non si risolvono, gli interessi che non si contemperano, le cattive parole tornate a segnare la storia presenza: penso a razzismi, nazionalismi, militarismi che purtroppo esistono in Europa e hanno prodotto conflitti, come è accaduto nella ex Jugoslavia con le fosse comuni e le città quasi rase al suolo e recentemente in Ucraina. Si assiste ad una svalutazione continua delle organizzazioni internazionali come delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea, che non riesce a tamponare le crisi e le insidie alla democrazia». Il riferimento è a quanto accaduto lunedì in Turchia, con l'uccisione dell'ambasciatore russo. «I motivi di preoccupazione sono tanti, purtroppo - aggiunge Filippeschi -. Queste parole che riecheggiano in questi giorni, in passato hanno preceduto le immani catastrofi di due guerre mondiali e della Shoah. Non possiamo essere disattenti e indulgenti davanti alla realtà. È bene che nelle città persone con diverse credenze politiche e religiose possano unirsi, come oggi, in un unico appello di pace».
Presenti alla marcia silenziosa numerosi esponenti delle istituzioni civili locali, come vari consiglieri comunali pisani, il vicesindaco di San Giuliano Franco Marchetti, il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti giunto insieme a diversi assessori e consiglieri comunali, il primo cittadino di Vicopisano Juri Taglioli, l'assessore all'ambiente vecchianese Mina Canarini. In piazza anche molti profughi ospitati dalla Croce Rossa a San Giuliano. Lungo il percorso fino a piazza del Duomo, alcuni componenti del circolo "lettura ad alta voce" hanno letto brani di Tiziano Terzani, Elvira Mujcic e Tali Sarek. Davanti alla Torre Pendente, simbolicamente al buio, è intervenuto Ismael Daud dell'associazione "Un ponte per". «Il popolo siriano sta subendo una guerra atroce che ha tolto tutto a troppe donne, troppi bambini e uomini», dice Daud.
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