Il Tirreno

Pisa

Caos Pisa, trattativa nella notte: la risposta slitta ancora

Antonio Scuglia e Andrea Chiavacci
L'imprenditore Giuseppe Corrado
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L'imprenditore Giuseppe Corrado

Il confronto si arena sul nodo della rescissione di alcuni contratti. I tifosi chiedono le dimissioni di Lucchesi e invitano Corrado a firmare: "Troveremo noi i fondi"

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PISA. E' la rescissione di alcuni contratti il nodo che ha impegnato nella notte i protagonisti della trattativa per la cessione del Pisa. La trattativa infatti è andata avanti a oltranza e proseguiva al momento in cui siamo andati in stampa: secondo il presidente di Lega B Andrea Abodi l'accordo era vicino e c'era solo un punto, non economico, di divergenza. Poco prima di mezzanotte avevamo avuto la conferma: «Stiamo discutendo al telefono, da ore», segno che si lavorava con grande determinazione da parte dei Corrado per ricucire l'evidente rottura causata in giornata dalla mancata accettazione della loro ultima offerta, e clausola dopo clausola si cercava di arrivare al "sì" che tutta la città sta aspettando. La giornata è stata vissuta con grande ansia da tutta Pisa. Dopo la proposta dei Corrado di domenica sera non è filtrato niente in tutta la giornata, a parte la conferma fin dal mattino da parte di Abodi che per attendere una risposta si doveva andare per le lunghe.

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Alle ore 20 nel "Diario nerazzurro" di 50 Canale il giornalista Ivan Zazzaroni, direttore della versione digitale del Corriere dello Sport, si proclamava ottimista: «Resto fiducioso. Corrado però erediterà da Petroni un Pisa con 4 punti di penalizzazione dopo che venerdì scorso non sono stati pagati gli stipendi. Inoltre, c'è una situazione difficile di classifica e dal punto di vista degli infortunati. Corrado però potrà agire sul mercato con parte di quei soldi risparmiati rispetto alla prima offerta presentata ai Petroni. Con quella cifra potrà pagare anche il premio salvezza a Gattuso e alla squadra. Mi sembra giusto così».  Il Pisa ha visto maturare la penalizzazione di 4 punti in classifica e aumentare i propri debiti verso i tesserati e l'erario a causa del mancato pagamento di stipendi e contributi. A questo punto però alla famiglia Petroni converrebbe comunque vendere, perché così facendo si libererebbe dell'ingente massa debitoria ed eviterebbe un fallimento rovinoso da tutti i punti di vista. La città naturalmente resta col fiato sospeso, in attesa di sapere l'esito della trattativa nella giornata di martedì 20.

Intanto intervengono anche i tifosi della Curva nord "Maurizio Alberto" i quali chiedono le dimissioni di Lucchesi. Ecco il loro comunicato:

"Che il problema sia il contratto di Lucchesi, che tra l'altro si è fatto da solo, ci fa veramente infuriare: se nella notte questo problema non è stato superato, Lucchesi deve dare subito le dimissioni. Non era lui che voleva il bene del Pisa, non era lui che si è riempito la bocca di belle parole, che doveva portare i soci e che non doveva essere un problema per Pisa e che era pronto a farsi da parte o a rinunciare ai soldi?! Ora ti devi dimettere! La pazienza è finita, il cerchio si è chiuso! E se questo non  avverrà e Lucchesi dimostrerà ancora una volta che i soldi sono il suo unico e vile interesse, invitiamo Corrado a firmare ugualmente, ci impegneremo noi a trovare i fondi, ma poi Lucchesi lo vogliamo trovare tutti i giorni a Pisa!"

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