Italia
«Dopo le 18 è il Bronx, e la clientela è crollata»
Aldo Greco, patron dell’omonimo Gruppo proprietario del Burger King di Largo Cocco Griffi, spiega i motivi della chiusura. Forse riapertura a primavera
PISA. Il panino diventa indigesto. Per i lavoratori e per chi aveva scommesso su una location che, a distanza di anni, si è rivelata non più appetibile. Il Burger King di largo Cocco Griffi “sospende” le attività per ferie. Tra pochi giorni andrà invece incontro ad una chiusura temporanea dettata «dalla crisi e dalla concorrenza spietata, anche interna». Ma anche dalle condizioni di un luogo, a pochi metri dalla Torre, che «dopo le 18 sembra il Bronx». Una serie di fattori che ha prodotto un calo vertiginoso dei fatturati. Riverberandosi sulle tasche e sul futuro dei 13 lavoratori che, dopo la protesta di qualche giorno fa (a cui hanno partecipato soprattutto ex dipendenti) per rivendicare stipendi e spettanze arretrate, si sono trovati ad affrontare un periodo di ferie forzato a cui probabilmente ne seguirà uno di ammortizzatori sociali. Almeno fino alla prossima primavera, quando il fast food nato all'ombra della Torre dovrebbe rialzare le serrande. «I problemi sono tanti», sottolinea Aldo Greco, patron dell'omonimo Gruppo attivo in vari settori che nel giugno 2014 ha inaugurato il punto pisano della catena internazionale di fast food con un investimento di 1,2 milioni di euro. Vanificato, per il momento, da una serie di ostacoli. A partire dalle trasformazioni della società madre, la statunitense Burger King Corporation, che ha ceduto ad un'azienda brasiliana il ramo europeo.
«Da quel momento - prosegue Greco - sono cambiate molte cose, a partire dalle aperture a raffiche e non più in base al potenziale bacino di utenza. Prima dell'apertura avevamo quantificato un incasso medio annuo tra 1,3 e 1,5 milioni. Nel primo anno di attività siamo rientrati nei parametri previsti». L'anno successivo, il fatturato è precipitato a 850.000 euro. «Nonostante tutto ho resistito, ma dal 2016 sono iniziate le difficoltà, anche a causa dei problemi legati alla zona intorno alla Torre, dove dopo le 18 sembra di stare nel Bronx e di conseguenza l'affluenza dei clienti è molto minore». Problemi che si sono materializzati nel mancato pagamento degli stipendi. Negli ultimi mesi arrivati sempre di più con il contagocce. «Abbiamo provato a modificare gli orari di apertura del locale per cercare di ridurre i costi, ma nel commercio la regola è semplice: se si incassa si va avanti - conclude Greco -. Pian piano liquideremo ai dipendenti quanto dovuto e faremo di tutto per evitare una chiusura definitiva, provando a ripartire nel periodo primaverile».
Danilo Renzullo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
